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La rete sociale degli SpazzaCammino

Nello scorso dicembre è partito a Napoli un progetto sociale unico in Italia. Affidare a persone senza dimora, adeguatamente preparate e formate,  la cura e la pulizia delle strade cittadine. Sono gli SpazzaCammino, una buona pratica da salvaguardare.

Nato da un progetto della rete sociale Gesco e dalla cooperativa sociale il Camper, l’idea di ridare dignità di lavoro e riscatto sociale a un gruppo di senza dimora coinvolgendoli direttamente nel tessuto urbano cittadino, ha riscosso immediatamente il sostegno da parte dei commercianti del centro storico di Napoli e di tutta la cittadinanza, pur se i problemi non sono mancati. Gli SpazzaCammino riprendono nel nome il ruolo sociale dell’antico mestiere di chi ripuliva le canne fumarie, generalmente orfani o senzatetto, attualizzandolo ai problemi contemporanei dei centri storici cittadini. Dopo due mesi di sperimentazione, il programma, che coinvolge anche il progetto “Strada Facendo” del Comune di Napoli, deve adesso trasformarsi in un intervento strutturale che possa dare continuità retributiva alle 12 persone coinvolte, e stabilire un reale intervento sociale in tema educativo.

Di età compresa tra i 20 ed i 50 anni e con una spiccata propensione multirazziale, il gruppo dei SpazzaCammino è affiancato da 15 Volontari del Servizio Civile Nazionale che, oltre a fornire assistenza e formazione (questa ad opera della Scuola di Formazione dei Lavori Sociali di Gesco), permettono anche di fare da “cerniera” tra la cittadinanza ed i senza dimora che, da sempre ai margini delle città, vengono spesso malvisti o del tutto ignorati.

Il progetto infatti può farsi “pilota” per molti altri contesti perché offre, oltre all’immediata ripulitura delle strade cittadine non coperte dal servizio municipale, anche altri interessanti spunti di riflessione. Sotto il profilo della comunicazione sociale, innanzitutto, perché permette di essere presente sul territorio in maniera capillare e in fasce orarie di grande affluenza. In questo caso, ad esempio, la fascia oraria che è stata scelta è stata quella 16.30 – 20 il che ha permesso di tenere le strade pulite anche in occasione del caotico flusso natalizio in un orario, appunto, non coperto dagli operatori ecologici. Ma le possibilità che offre un impegno così diretto vanno ben oltre al solo scopo professionale o sociale in senso stretto, perché permettono la ritessitura di una trama cittadina di rapporti di vicinanza sempre più sfilacciata, e che ormai non riesce a trovare nei dipendenti comunali un catalizzatore sociale.

Ecco perché, molto ben preparata sotto sul piano di comunicazione, gli SpazzaCammino sono riusciti a inserirsi immediatamente in una rete solidale (principalmente tra i commercianti) che non soltanto ha dato una mano, ma ha anche provveduto ad una raccolta fondi, che tuttavia non è riuscita a rendere auto sostenibile il progetto. È così partita una campagna di crowdfunding sul portale buona causa.org che che ha cominciato a registrare già le prime offerte e adesioni. Lo scopo è quello di avvicinarsi il più possibile a quota 30.000 euro di modo da poter garantire il servizio per i prossimi sei mesi. Un risultato che dipenderà molto dalla capacità di far veicolare questo progetto di innovazione sociale all’interno dei mass media, in modo da poter guadagnare la massima visibilità ed aggiungere magari la possibilità di reperire finanziamenti regionali in grado di poter strutturare l’intervento degli SpazzaCammino anche in futuro.

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