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Crowfunding si fa in tanti

Il Crowdfunding… si fa in tanti!

Le buone pratiche sociali passano anche dal recupero di ciò che già è presente sul territorio, come ad esempio un vecchio edificio. Il caso del Magnolia di Milano, che recentemente ha concluso la sua campagna di raccolta fondi con successo, è un bella storia da raccontare.

Dieci anni fa il terzo settore non era un’area di mercato come lo è oggi. Di sicuro non era nemmeno al centro degli interessi di un gruppo di ragazzi che vuole lasciarsi lo stress milanese alle spalle e rifugiarsi in un angolo di verde, appena fuori da Milano, ma al centro dell’Europa. Decidono così di sistemarsi in uno stabile semidistrutto e abbandonato in un parco, e da lì parte l’avventura. Dieci anni dopo il Circolo Magnolia è uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo in Italia, con programmi dall’ampio respiro internazionale e una cornice paesaggistica incantevole. Il vecchio edificio “Rivaverde” nel centro del Parco Idroscalo  è ormai uno degli edifici più sostenibili nel settore della musica live.

Due anni fa è stato proprio grazie ad una campagna di fundraising che è stata raccolta anche l’ultima parte per finanziare il completamento della riqualificazione della struttura, che ha compreso non solo la sostituzione di tutti i serramenti e della pavimentazione, ma anche un complesso sistema bioclimatico con scambio termico tra edificio e il vicino lago. La dotazione di barriere acustiche insonorizzanti inoltre ha consentito di incidere sempre meno sull’equilibrio ambientale del parco in termini di inquinamento acustico. La riqualificazione della struttura cominciò già nel 2009 quando si decise di installare pannelli fotovoltaici sul tetto, abbattendo considerevolmente il consumo di energia prodotta da combustibili fossili, ma soltanto con questo ultimo intervento la struttura è passata da una classe di impatto ambientale “G” ad una di tipo “C”.

La capacità da parte dell’associazione no profit di coniugare cooperazione sociale e ricerca con importanti università e dipartimenti (tra cui il Politecnico e l’Accademia di Belle Arti di Brera) è stata indubbiamente una scelta vincente sotto il profilo imprenditoriale, profilo che ha permesso a Magnolia di poter ampiamente contare sulle entrate delle proprie casse per fronteggiare i 300.000 euro previsti per i lavori di riqualificazione. Ma ecco che la possibilità di lanciare una raccolta fondi può trasformarsi in una “hit” da spiaggia, battendo con intelligente coinvolgimento sino a diventare quel ritornello che non si scorda più. Il video preparato per l’operazione è un piccolo bignami da tener presente per prodotti di questo tipo. Interrelazioni immagini/musica perfette, immediatezza dei contenuti senza tuttavia cadere mai nella banalità, pur se con una discreta quantità di informazioni e nozioni, tutte condensate in appena 180 secondi. La campagna di crowdfunding, impostata su una grafica estremamente semplice, elementare nel senso e nella forma, ha permesso a Magnolia di raccogliere consensi e di farsi conoscere anche in ambienti e su spazi altrimenti inutilizzati.

Aprendo una campagna di raccolta fondi limitata al recupero di una somma di 45.000 euro (meno di un sesto dell’intera cifra) promossa sul portale eppela.com, ha saputo non soltanto sfiorare il raggiungimento del finanziamento, ma ha anche prodotto un ritorno d’immagine in risonanza pubblicitaria tra social, web radio e passaparola. Un risultato centrato sopratutto grazie al piano di comunicazione, alla partnership con diversi sponsor e con uno slogan azzeccato che più social non si può: “Magnolia si fa in tanti”.

 

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