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innovazione sociale nel terzo settore

#terremoto: costruire l’ innovazione sociale nel terzo settore nell’emergenza

L’ innovazione sociale nel terzo settore passa anche da sciagure nazionali che imprimono una decisa accelerazione alle strategie da mettere in campo per fronteggiare le emergenze. Lo stesso è accaduto negli ultimi 8 mesi per i terremoti del centro Italia.

Fu il sisma dell’Irpinia, nel Novembre 1980, a dare una decisa accelerazione nella costituzione della Protezione Civile, organo di emergenza tra i più efficienti in Europa. La successione di terremoti che ha colpito negli ultimi mesi il centro Italia ha prodotto una risposta da parte delle associazioni di volontariato che si sono mosse in massa da ogni parte della penisola.

Sono state quasi 800 le associazioni di volontariato che dall’agosto scorso si sono impegnate nei territori colpiti dal sisma, per un totale di 120.000 ore di lavoro. Un impegno straordinario che viene proprio in questi giorni tributato agli oltre 2.500 volontari impegnati nelle operazioni di assistenza, soccorso e prima accoglienza.

#terremoto e innovazione sociale

Ma l’emergenza del terremoto non ha prodotto soltanto numeri importanti sotto il profilo della partecipazione del volontariato (movimentato per la prima volta nella storia del nostro Paese sotto l’hastag #terremoto), ma continua a produrre, tutt’ora, una mobilitazione generale di risorse impiegate nelle nuove tecnologie, che si traduce in innovazione sociale con la creazione di diverse applicazioni studiate apposta per risolvere problematiche specifiche, spesso anche strettamente locali, con le quali coordinare e organizzare la disponibilità delle risorse.

La piattaforma web Terremoto Centro Italia partita all’indomani della scossa del 24 agosto scorso ha raccolto informazioni e segnalazioni delle popolazioni colpite dal sisma creando le mappe dei fabbisogni e degli alloggi disponibili per le prime emergenze. La piattaforma è stata sviluppata da un gruppo di hacker civici già impegnati in progetti sociali a favore del terzo settore, oltre a sviluppatori web e programmatori.

Nel Comune di San Severino Marche, uno dei più estesi tra quelli colpiti dall’ultima ondata oscillatoria, la collaborazioni di diverse associazioni di volontariato ha prodotto una app per tenere in contatto e coordinare i controlli anti sciacallaggio in collaborazione con le forze dell’ordine. L’applicazione sviluppata dall’associazione PitBull SoftAir Club coordina il lavoro di un pugno di associazioni locali ( tra cui le associazioni no profit Black Scorpions Biker Group e la no profit di fuori stradisti di Prima Ridotta) nella copertura di un Comune di quasi 150 kmq, fornendo sostegno logistico e presenza in assistenza alla Polizia Municipale ed ai Carabinieri della Caserma di San Severino.

#terremoto e crowdfunding

Anche sul fronte del crowdfunding la mobilitazione ha prodotto un’accelerazione nelle pratiche di raccolta fondi  sul web. Tra le numerose campagne promosse per il terremoto “un teatro per Amatrice” e “Un aiuto al Centro” sulla piattaforma Eppela, ma anche su Rete del Dono, Produzioni dal Basso, With you we do, sono solo alcune delle piattaforme che accolgono progetti e campagne di raccolta fondi operate dall’associazionismo.

L’innovazione sociale nel terzo settore passa anche da questi piccoli, grandi, contributi di innovazione per la costruzione di piccole reti sociali con le quali ottimizzare le risorse che operano in condizioni difficili anche per la rigidità dell’inverno. Eppure queste emergenze costituiscono la base sulla quale è possibile pensare uno sviluppo del terzo settore, esattamente come accadde per la Protezione Civile nell’emergenza dell’Irpinia.

 

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