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Europrogettazione: opportunità e strategie

Con l’avvio del nuovo ciclo dei Fondi strutturali Europei 2014-2020, che porteranno in Italia oltre 40 milioni di euro, cresce l’interesse e l’attenzione su una figura professionale ancora poco conosciuta nel belpaese: l’europrogettista.

La figura professionale dellEuroprogettista è ancora poco nota, tuttavia rappresenta una risorsa irrinunciabile per lo sviluppo di qualsiasi Impresa Sociale.

Con l’avvio del nuovo ciclo dei Fondi strutturali Europei 2014-2020, che porteranno in Italia oltre 40 milioni di euro, cresce l’interesse e l’attenzione su una figura professionale ancora poco conosciuta nel belpaese: l’europrogettista.

L’Europrogettazione deve inserirsi in quelle che sono le principali risorse territoriali interfacciandosi però con i programmi europei, apportando sempre un elemento d’innovazione, un’idea strategicamente adeguata al progetto che si ha in mente.

In origine vi è un progetto, ma l’idea, per potersi realizzare, non basta di certo. Occorre quindi una figura specifica che sappia coniugare una profonda conoscenza del contesto istituzionale di riferimento con le specifiche della progettazione tecnica. Il suo ruolo può essere sia tecnico che manageriale. Si tratta insomma di una figura che deve poter possedere anche uno spiccato senso di innovazione, di analisi e di inventiva. L’Europrogettazione deve cioè inserirsi in quelle che sono le principali risorse territoriali interfacciandosi però con i programmi europei, apportando sempre un elemento d’innovazione, un’idea strategicamente adeguata al progetto che si ha in mente.

 

Occorre infatti innanzitutto partire da un elemento decisivo. Non sono i Bandi Europei a dover costruire il progetto, ma l’idea. Sappiamo benissimo quanto si è portati spesso a “correre” dietro al bando, cominciando a pianificare il proprio progetto soltanto dal momento in cui “è uscito il Bando”, segno evidente che ci troviamo già in completa balia del Bando di Gara, rimanendo quasi sempre imprigionati in esso.

L’ordine naturale delle cose invece deve prevedere innanzitutto l’idea, che deve sempre contenere nel suo nucleo un sogno, e intorno ad esso reperire poi tutto il necessario per la realizzazione. L’Europrogettazione è esattamente questo. Un europrogettista deve essere in grado di poter immediatamente valutare la bontà di un’idea, il suo valore territoriale e la sua euro-fattibilità.  Soltanto se questa prima valutazione sarà confermata positivamente si potrà pianificare un progetto per partecipare adeguatamente ai Fondi Europei.

Se il progetto è valido, state pur certi che ci sarà un bando fatto apposta per voi, ma come trovarlo? E’ qui che si innesca un’altra importantissima funzione della Consulenza in Europrogettazione, ovvero la capacità di sapersi muovere con scioltezza tra Bandi e Regolamenti, Obbiettivi tematici e programmazioni.  Saper leggere correttamente un bando, compilare la descrizione di identikit di un paternariato o avere un’indicazione di massima del budget necessario possono sembrare operazioni facili soltanto sin quando l’idea resta su un piano platonico. Nel momento di metter nero su bianco, però, le cose da sapere e gli errori da evitare possono giocare un ruolo decisivo per l’esito della propria domanda. In questo senso la Consulenza in Europrogettazione permette di avere un quadro di riferimento univoco e al tempo stesso strategico.

l’Europrogettista deve farsi coordinatore di progetto (Europroject manager)affiancando alle conoscenze tecniche anche conoscenze organizzative e relazionali, creando una condivisione di competenze e di informazioni.

Valutata la bontà del progetto e la sua effettiva fattibilità, occorre passare ad una fase più approfondita che miri a definire con precisione le risorse necessarie e i criteri da osservare. I Progetti Sociali in particolar modo  vanno definiti entro una rete di competenze che possa creare sinergia tra gli attori presenti su un territorio. Sarà per tanto necessario definire ruoli e strategie al fine di costruire soluzioni comuni e condivise.  E’ qui che l’Europrogettista deve farsi coordinatore di progetto-Europroject manager-affiancando alle conoscenze tecniche anche conoscenze organizzative e relazionali, creando una condivisione di competenze e di informazioni.

Il Project management sarà pertanto strutturato a seconda del progetto, sino ad essere composto da un coordinamento più tosto articolato come accade per i progetti internazionali.  Ciò nonostante, anche in presenza di organigrammi più complessi (che possono prevedere figure specifiche per il Project Idea, per il Project Finance e per il Paternariato) il coordinatore dell’Europrogetto viene considerato il Referente Unico di progetto con un’importante funzione istituzionale in quanto unico interlocutore con l’esterno. E’ qui che emergono appieno le attitudini di leadership di un europrogettista oltre ad una profonda conoscenza delle tecniche di problem solving e di project mannagement nelle imprese sociali.  

E’ evidente che l’europrogettazione è una fase fondamentale per poter portare in porto i progetti sociali prefissati, cogliendo in questo modo l’occasione di poter essere ammessi ad un Finanziamento per progetti sociali che spesso possono realizzarsi soltanto affrontando investimenti importanti. Non è un caso allora che la figura dell’europrogettista stia diventando qualcosa più di un semplice consulente, ma una professionalità indispensabile nella stessa struttura di una qualsiasi Cooperativa o Associazione Onlus che intende pianificare e realizzare progetti ambiziosi e sempre più integrati.

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