Main

piattaforme per crowdfunding

Avviare una campagna crowdfunding

Come si imposta una campagna di raccolta fondi su internet? Il crowdfunding rappresenta la possibilità più immediata e semplice per presentare i propri progetti sociali grazie alle piattaforme sviluppate per i finanziamenti on line. Ma come funzionano? E quali strategie adottare per ottenere il miglior risultato?

Strategia di comunicazione, innovazione sociale e fare rete. Ecco quello che occorre per fare di un idea un progetto. La possibilità di reperire fondi direttamente dal finanziamento dal basso apre la strada per la realizzazione di qualsiasi idea, ma occorre pur tener conto di alcune valutazioni e sapere quali procedure attuare. Lo sviluppo di tutto quello che ruota intorno all’idea originaria deve essere tenuto in altissima considerazione perché è soprattutto su questo che l’idea stessa riuscirà ad imporsi o meno al pubblico. Avviare una campagna di raccolta fondi è semplicissimo, bastano pochi click, ma il lavoro e le scelte che stanno dietro a questi piccoli passaggi devono essere ben ponderate.

Innanzitutto occorre registrarsi alla piattaforma dove si intende pubblicare la propria campagna crowdfunding. La registrazione richiede la compilazione di un modulo, semplice e veloce, del tipo di quelli presenti per le registrazioni ai social network. Molte piattaforme dispongono l’interfaccia per poter accedere direttamente da Facebook, di modo da abbreviare ancor più questo passaggio. La login e la password serviranno per poter effettuare anche eventuali donazioni ad altri progetti.

Diverse piattaforme dispongono inoltre di un tutorial o di una sezione nella quale non solo si spiega il funzionamento della campagna di raccolta fondi, ma istruisce anche su alcuni aspetti legati al piano di comunicazione, ad esempio al modo di creare una rete comunicativa all’interno dei propri network social. Tra questi contributi ci piace segnalare quello fornito da Eppela perché lo troviamo molto ben costruito, soprattutto per chi è alle prime esperienze.

Alcuni consigli di taglio più scientifico cercheremo di fornirli qui. Si tratta di consigli, non di regole, ed è bene precisare questo aspetto perché la loro scientificità si basa su leggi statistiche del valore medio, e quindi non  possono che fornire un’indicazione da tener presente soltanto alla fine, quando si sta per mettere in atto il proprio progetto, e eventualmente, lo si può correggere su valori di media calibratura. Innanzitutto il budget. Il valore medio dei progetti finanziati su una piattaforma come Eppela è di 6.500 euro e rispecchia perfettamente la media di tutte le realtà del crowdfunding. Tuttavia bisogna tener conto che in questo valore rientrano anche i progetti molto grandi, che possono contare su un rete comunicativa capillare e strutturano la loro presenza sulle piattaforme di crowdfunding non solo per la raccolta fondi vera e propria, ma anche come veicolo di immagine.

Il valore medio per la presentazione di un progetto e per la sua riuscita si aggira così intorno ai 3000 euro. Per i progetti sociali non è facile definire una cifra “di approdo” sicura in quanto questi, più degli altri, risentono della capacità comunicativa del progetto stesso. In realtà gli indicatori qui sembrano contraddire quelli che sono le medie del settore. Progetti troppo piccoli tendono ed essere ignorati e questo probabilmente perché si sta già verificando una corsa alla fantomatica “diligenza” del crowdfunding da parte delle associazioni no profit. In pratica è come se molti progetti venissero proposti a basso costo (il valore è in genere 1.000 euro)soltanto per “fare cassa”, presentandoli con sufficienza e costruendoli intorno a idee poco innovative. E’ un peccato che si stia verificando questo fenomeno perché finisce inevitabilmente con il penalizzare tutti quei progetti che, pur validi, richiedono poche risorse. La persistenza degli utenti su queste pagine è quindi molto bassa, mentre invece aumenta lì dove i progetti sociali proposti sono più complessi e quindi, richiedono finanziamenti maggiori.

Inoltre bisogna aggiungere che psicologicamente si è più disposti a dare il proprio contributo ad un grande progetto sociale più tosto che ad uno di piccola entità. Anche se è un’errata prospettiva con la quale rivolgersi al no profit, questa visione è spesso dovuta ancora una volta al piano di comunicazione che si riesce a trasmettere con il coinvolgimento dele grandi associazioni umanitarie, anziché l’acquisto di un macchinario marginale (ma comunque vitale, come ad esempio un defribilatore) per una ASD.

Il consiglio, quindi, è quello di non partire dai calcoli ma dall’idea, senza porsi alcun limite. Soltanto in seguito dovrete porre l’attenzione sul vostro bacino sociale, ovvero su quelle persone che potranno innanzitutto cominciare a finanziare ed a veicolare il vostro progetto. Garantirsi sin da subito, un numero anche modesto di finanziatori al progetto, rappresenta una mossa strategica assolutamente necessaria per attirare nuovi investitori dall’esterno. I progetti senza alcuna donazione infatti rischiano di restare progetti morti sino alla chiusura della campagna.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

, , , , , , , ,

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

Impresa Tre offre una newsletter gratuita su:

  • Strategia e comunicazione per le Imprese Sociali
  • Marketing e Visibilità per il terzo settore
  • Consulenza fiscale, organizzativa e legale