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Fondi Strutturali Europei 2014-2020. Analisi delle cifre

Nella nuova pianificazione dei fondi strutturali europei le regioni del mezzogiorno rientreranno ancora tra quelle maggiormente tutelate. E’ questa forse l’ultima occasione per poter realizzare i progetti sociali indispensabili per il sud.

Lo scorso dicembre il Ministro per la Coesione Territoriale ha presentato la Bozza di Accordo di Partenariato per il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi Strutturali per i finanziamenti a fondo perduto.Si avvia così verso la sua conclusione l’iter per l’individuazione strategica dei fondi 2014-2020, iter iniziato nel marzo 2010 con il primo atto dell’Adozione della strategia Europa 2020.

L’entità dei nuovi investimenti europei destinati all’Italia secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà di 31 milioni di euro per i fondi strutturali, ai quali si aggiungeranno, sempre nel periodo 2014-2020, altri 54 miliardi stanziati dalle politiche nazionali per il Fondo Sviluppo e Coesione.

Nell’ambito di tale strategia, che prevede fondi per l’occupazione, l’istruzione e l’efficienza delle amministrazioni pubbliche, risulta particolarmente rafforzata la dimensione sociale, con il 20% dei FSE destinati all’inclusione sociale, mirati cioè ai progetti sociali per anziani e disabili, ma una particolare attenzione sarà dedicata anche ai progetti sociali per bambini con i fondi europei destinati ad aggredire la dispersione scolastica.

L’entità dei nuovi investimenti europei destinati all’Italia secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà di 31 milioni di euro per i fondi strutturali, ai quali si aggiungeranno, sempre nel periodo 2014-2020, altri 54 miliardi stanziati dalle politiche nazionali per il Fondo Sviluppo e Coesione. I fondi europei verranno suddivisi tenendo conto delle politiche di Bruxelles mirate al superamento delle divergenze tra le regioni comunitarie, suddivise per tanto in tre categorie: regioni più sviluppate, di transizione e meno sviluppate. In ambito comunitario la stragrande maggioranza di queste ultime ( regioni con un PIL/pro capite minore del 75% rispetto alla media UE) riguardano i paesi rientrati con il recente allargamento dell’Unione a 27, ma rientreranno ancora in questi parametri anche cinque regioni del mezzogiorno (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia)alle quali saranno destinati circa 20 milioni di euro di fondi europei.

Rispetto al precedente ciclo (2007-2013) la bozza di Accordo prevede una maggiore puntualizzazione degli investimenti con l’adozione di undici Obbiettivi Tematici (OT) che riguardano sviluppo, lavoro e progetti Sociali. Per le imprese del terzo settore  è previsto l’incremento dei  finanziamenti per progetti Sociali del 10% rispetto al precedente ciclo. L’ammontare dei fondi europei destinati alle regioni del mezzogiorno per i progetti Sociali destinati all’inclusione sociale ed alla povertà ammontano a 2 milioni e 226 mila euro, mentre quelli destinati ai Finanziamenti regionali per la dispersione scolastica e per la formazione ammontano, per le sole regioni del sud, a 2 milioni 488 mila euro (Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Ciò vorrà dire che oltre la metà dei fondi destinati a questi due obbiettivi tematici (poco più di 8 milioni di euro) saranno destinati come finanziamento a fondo perduto per il mezzogiorno. Per le sole regioni meno sviluppate sono inoltre previsti dei fondi europei per la cultura con programmi nazionali e multi regionali (plurifondo).

Per promuovere l’utilizzo di strumenti di finanziamento innovativi, saranno previsti dei finanziamenti agevolati pari al 10% di premio, per forme innovative e di sviluppo di tipo partecipativo per l’utilizzo di strumenti di finanza etica. I tassi di cofinanziamento (ove previsti) potranno arrivare sino all’85% (mentre si fermano al 50 e al 60% nelle regioni più sviluppate e di transizione).

 

Appare dunque evidente che il nuovo ciclo di programmazione dei fondi  europei costituirà un’occasione per le regioni del mezzogiorno che vedranno piovere quasi il 70% degli stanziamenti in bilancio su una popolazione che conta quasi 120 milioni di cittadini. Finanziamenti che tuttavia sono soltanto potenziali in quanto devono essere investiti in progetti sociali e di sviluppo capaci di farsi impresa. Soltanto in questo modo l’occasione dei fondi europei sarà un’occasione davvero colta.

 

 

 

 

 

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