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Crowdfunding per associazioni, perché è importante per le Onlus

 

 Che cos’è il Crowdfunding per associazioni e perché è importante per le Onlus? Per le Associazioni No Profit il momento della raccolta fondi costituisce la definizione degli orizzonti futuri, oltre a rendersi momento di verifica per valutare il proprio operato. Accanto alle classiche forme della sottoiscrizione e dell’autofinanziamento vanno diffondendosi anche le nuove forme trainate dal web. Che possono portare grandi possibilità ma anche grandi pericoli.

Le Associazioni No Profit portano nella sua stessa definizione la loro missione: non creare profitto lucroso. Questo decisivo aspetto, oltre a identificare l’operato di un’associazione con una precisa e distintiva mission, ribalta completamente la figura del finanziatore di una Onlus, che ovviamente non è spinto da logiche di profitto, ma da una carica emozionale, etica e morale di partecipazione. Risulta evidente allora che riuscire a costruire una strategia di comunicazione capace di entrare in sintonia con gli aspetti emozionali del donatore, sia molto più complicato rispetto ad una concreta possibilità di guadagno, e dunque di profitto, da parte del finanziatore stesso.

Il ventaglio delle possibilità per la raccolta fondi Onlus che oggi si presenta alle Associazioni No Profit è estremamente vasto e in grande fermento. Sfruttando le sinergie delle nuove piattaforme sociali presenti in internet, il Crowdfunding si sta imponendo sempre più come una valida alternativa per finanziamenti per progetti sociali.

Dando per inciso che anche nell’organizzare una “semplice” sottoscrizione fuori dalla propria associazione ci voglia una precisa strategia di comunicazione, risulta tanto più evidente l’importanza di un piano di comunicazione nel caso si scelga il crowdfunding come sistema di finanziamento.

Il termine intende coniare i due termini inglesi “crowd” (folla) e “funding” (finanziamento) ed è generalmente inteso per i sistemi di finanziamento che prevedono l’utilizzo di internet, rivolti quindi ad una platea decisamente numerosa. In tal senso bisogna parlare di una vera e propria attività di marketing con la quale pianificare non solo la realizzazione di determinati obiettivi, ma anche la fidelizzazione del “cliente”e la visibilità dell’Associazione stessa.  Trattandosi di crowdfunding per associazioni, o comunque operative nell’ambito del Non Profit, è indispensabile saper ricorrere a tecniche di marketing “etico”, tenendo però ben conto delle conoscenze e dei numeri del mercato del crowdfunding.

Sono sempre più numerose le piattaforme che gestiscono progetti di crowdfunding e che prevedono una percentuale per i progetti andati a buon fine, ma le percentuali di riuscita degli stessi è, in Italia, appena del 22%. Un dato in crescita, dovuto alla sempre più diffusione del fenomeno e quindi di sempre maggiori finanziatori, ma che è ancora ben lontano dal 40-50% delle piattaforme di crowdfunding americane.

L’utilizzo di una piattaforma, specialmente se autorevole, porta i benefici di fare da garante per un’ Associazione No Profit magari ancora poco nota, e permette di reperire risorse anche al di fuori della cerchia dei propri consueti contatti. La rete sociale di un’associazione è tuttavia indispensabile per la riuscita del progetto. Nel 70% dei progetti sociali andati a buon fine, infatti, è risultato evidente la capacità di “amplificazione” dovuta alla rete di scambi e di relazioni intraprese precedentemente dalle associazioni.

Tuttavia non basta avere un corposo numero di contatti su un portale social per pensare di portare a buon fine la propria raccolta fondi. Amici e follower hanno un potenziale di conversione in donatori effettivi molto basso, appena tra il 5 ed il 10%. Ecco che una strategia di comunicazione per il terzo settore deve sapersi avvalere di strumenti capaci di coinvolgere i possibili finanziatori azionando le leve emozionali.

Innanzitutto occorre impostare bene il progetto che si vuole promuovere, questo non dovrà essere né utopico, richiedendo magari cifre che difficilmente si potranno raggiungere, ma neppure troppo marginale. Ricerche di mercato dimostrano che i progetti deboli sono proprio quelli nei quali il donatore non riesce ad essere attratto dalla carica emozionale. Per progetti più impegnativi si può scegliere di ricorrere al crowdfunding anche soltanto per chiudere il budget necessario, in tal caso però sarà necessario definire con attenzione nei propri business Plan i traguardi da raggiungere con tale sistema.

La carica emozionale per la riuscita dei finanziamenti per progetti sociali risulta essere la componente principale. La strategia di comunicazione deve perciò tener conto di ogni aspetto, da quello grafico a quello testuale, con particolare attenzione allo storytelling che permette di focalizzare l’impatto emozionale con quelle che sono le esperienze e gli obiettivi del progetto, coniugandole nella mission dell’Associazione e con la filosofia No Profit. Vanno inoltre intraprese adeguate ricerche di mercato ed eventualmente un piano di comunicazione che tenga conto dei possibili testimonial, figure molto importanti nella costruzione di una campagna di crowdfunding.

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