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Quando lo sciopero è delle cooperative sociali

Le cooperative sociali di Bologna e provincia hanno già da tempo proclamato lo sciopero che, a questo punto, sembra ormai inevitabile. Il motivo resta il rinnovo del contratto ma la decisione di ricorrere allo sciopero, da parte delle imprese del terzo settore, deve far riflettere.

Lo sciopero è previsto per il 3 marzo e prevede la sospensione delle attività lavorative nelle prime 4 ore di ogni turno e riguarderà le cooperative sociali di Bologna, Città Metropolitana e Imola. Tra i servizi che non potranno essere regolarmente garantiti si annoverano quelle dei nidi dell’infanzia, le attività extrascolastiche e il sostegno per gli alunni disabili, gestite dalle cooperative che hanno in appalto i servizi alla persona del territorio.

Lo sciopero si colloca nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo provinciale che integrano il contratto nazionale cooperative sociali. Il punto politico della questione è da ricercarsi nel rinnovo delle tabelle di riferimento e nella loro ricaduta economica in relazione all’attuale Stato sociale del Paese come annunciato dagli organi sindacali.

Come è noto, il contratto collettivo nazionale del lavoro è il contratto tra le associazioni sindacali dei lavoratori e i datori di lavoro. Tale impostazione è ovviamente valida anche per i lavoratori delle cooperative sociali nelle direttive del CCNL cooperative sociali, da sempre principale tema di ridiscussione a causa del sistematico ritardo nei suoi diversi rinnovi che in passato hanno raggiunto anche ritardi di otre 30 mesi. Questo continuo slittamento non produce soltanto ritardi e contenziosi sul livello nazionale, ma si ripercuote poi anche in una ricaduta sulle integrazioni provinciali di tali contratti secondo gli accordi integrativi territoriali.

Il contratto nazionale cooperative sociali contratta il rapporto tra il datore di lavoro e i lavoratori proprio come un qualsiasi CCNL, presentando gli obblighi al datore di lavoro sia in termini di retribuzione (con le tabelle dei minimi sindacali, suddivise appunto a livello territoriale) sia nelle procedure di assunzione e ai tempi di apprendistato, oltre ai doveri degli stessi lavoratori e apprendisti. Gli obblighi dei periodi di apprendistato di una cooperativa sociale stabiliti nella normativa prevede distinte modalità di trattamento economico per contratti di 18, 24 e 36 mesi con i relativi diritti del lavoratore sulle ore di lavoro, festività, ferie, malattia e previdenza, esattamente come un contratto nazionale del lavoro.

Ciò che tuttavia deve essere tenuto in considerazione è la natura stessa di una cooperativa sociale e il suo ruolo nel welfare. La costituzione di una cooperativa sociale rappresenta spesso una risposta ad un bisogno sociale del territorio e non una scelta imprenditoriale legata da un singolo soggetto. Questo concetto è anche alla base delle agevolazioni fiscali e dei finanziamenti alle cooperative sociali in quanto sono aziende che operano senza fini di lucro. Va da se, quindi, che ricorrere allo sciopero è e deve restare un diritto inalienabile da parte dei lavoratori sociali delle cooperative, ma le vertenze dovrebbero trovare da parte delle Istituzioni e degli organi di conciliazione una maggiore attenzione, preferenziale rispetto ad altri contenziosi contrattuali.

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