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Tempo di bilanci: la rendicontazione

 

La rendicontazione sociale deve tener conto di molti aspetti che esulano dalle “semplici” operazioni aritmetiche di un bilancio. I progetti sociali si fondano su un principio di sussidiarietà orizzontale che non risponde precisamente a logiche aritmetiche.

La rendicontazione sociale non si limita ad un semplice bilancio di profitto. Gli attori sociali coinvolti in una rendicontazione devono essere valutati con piani di studio specifici. Tralasciare questi aspetti potrebbe rappresentare un serio errore di calcolo.

Rendere conto, ovvero restituire una cifra. Scavato nelle sue radici, questo termine acquista una chiarezza cristallina. Un compito abbastanza semplice nelle aziende “profit oriented” , dove il volume degli utili spiega da solo (o quasi) il valore dell’operato, le sue possibilità di profitto, i rischi di un passivo. Ma in un bilancio annuale Onlus questi parametri da soli non bastano, ovvero non possono restituire la cifra esatta del proprio operato. I conti, insomma, rischiano di non tornare.

La rendicontazione sociale deve tener conto di molti aspetti che esulano dalle “semplici” operazioni aritmetiche di un bilancio. I progetti sociali si fondano su un principio di sussidiarietà orizzontale che non risponde precisamente a logiche aritmetiche, in quanto capaci di produrre benessere “orizzontale” anche in mancanza di profitto. Questi aspetti devono poter essere inseriti in una rendicontazione per poter soddisfare al meglio la mission di un’associazione o di una cooperativa sociale che esiste proprio in funzione di tali scopi.

Il compito della rendicontazione in un bilancio Onlus deve inoltre farsi essa stesso strumento per il raggiungimento della mission, assolvendo le funzioni di legittimazione e di trasparenza mediante la rappresentazione del valore sociale in termini contabili (valore aggiunto), facendosi così “attrattiva” per nuovi investimenti, finanziamenti regionali, fondi europei, contratti pubblici.

Il bilancio sociale ridisegna così ulteriormente la mission dell’azienda che a partire da esso si riprogetterà e programmerà i suoi ulteriori sviluppi, ad esempio con la partecipazione a gare d’appalto per servizi socio-assistenziali, attirando verso sé nuovi stakeholders che potranno constatare proprio nella trasparenza del bilancio la appetibilità e l’attendibilità dei nuovi progetti.

Si passa così già ad una comunicazione sociale che rappresenta un’altro dei punti attraverso i quali la rendicontazione si fa strumento non solo analitico ma anche promozionale.  Le Amministrazioni Pubbliche stanno traendo grande profitto da questo nuovo aspetto, riconducendo il momento del bilancio ad un momento di comunicazione bidirezionale con i cittadini, cogliendo in questo modo l’occasione di rinnovare la fiducia e l’apprezzamento per i risultati ottenuti. In maniera analoga devono comportarsi anche le imprese del Terzo Settore sfruttando l’occasione data dal bilancio annuale Onlus.

Accanto alle funzioni di strategia (perseguimento della mission), di controllo (di bilancio) e di comunicazione (con gli stakeholders), la rendicontazione svolge la sua più significativa azione nella gestione dei fondi europei dove diventa uno strumento insostituibile per portare avanti i propri progetti secondo le scadenze prefissate. Non appena l’europrogettista conclude la fase progettuale, è opportuno l’affiancamento di uno specialista di rendicontazione progetti europei  per poter determinare con correttezza i processi e gli strumenti “certificabili” che, opportunamente documentati, sapranno rivelarsi anch’essi un punto di forza ed un valore aggiunto per il vostro progetto.

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