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La bontà dei Progetti sociali per bambini a Napoli: una “Chance” da non perdere

 

 

Il Progetto Chance, destinato a dare fondi per progetti sociali per bambini a Napoli e ragazzi, prese avvio da una legge italiana (285/1997) che prevedeva un fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.

In ambito di istruzione il fenomeno dei ragazzi drop out è sempre più urgente. Per combattere la dispersione scolastica l’Europa ha perciò aumentato i fondi, ma la riuscita di questi progetti sociali, così delicati, passa indiscutibilmente dalla capacità degli educatori. Che devono farsi Maestri.

L’obiettivo è quello di scendere sotto il 10% entro il 2020. Dati alla mano, quest’obiettivo sembra oggi ancora lontano (attualmente la media europea è del 13,5%), ma può essere raggiunto con una decisa aggressione del fenomeno.  In Italia il dato è al 18,2% e l’obiettivo per il 2020 è quello di riuscire a stare entro il 15,5%. Lo stato sociale attuale in Italia certo non aiuta al raggiungimento di questo obiettivo, ma alcuni progetti sociali hanno dimostrato, nel recente passato, di riuscire a fare miracoli.

Lungo lo stivale, la Campania è la regione con la percentuale più alta di abbandono scolastico (23%), con punte ben oltre il 25% (cioè più di un ragazzo su quattro) nelle zone più critiche di Napoli e provincia. Associazioni di volontariato e Onlus cittadine lavorano duramente ogni giorno per recuperare i ragazzi concedendogli una seconda opportunità. Tra loro, dal 2001, anche i Maestri di strada Onlus.

Il nucleo dei “Maestri di strada Onlus” è costituito da una equipe di educatori che provenivano già da un’esperienza importante nella scuola della seconda occasione. Il Progetto Chance, che oggi in ambito europeo costituisce vera e propria letteratura nella lotta alla dispersione scolastica, prese avvio da una legge italiana (285/1997) che prevedeva un fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, con un finanziamento di 750 miliardi per il triennio 1997-99 per progetti sociali per bambini a Napoli e ragazzi.

Ed è proprio sfruttando quest’occasione che nel 1998 nei quartieri maggiormente a rischio della città (San Giovanni, Ponticelli, Barra, Scampia…) compaiono per la prima volta gli educatori del progetto Chance.

L’innovazione, e la chiave di volta che ha permesso al Progetto Chance di rendersi vincente anche nei territori più difficili è stata quella di mettere al centro delle pratiche educative quelle relazionali, inserendo cioè l’attività educativa in una rete di relazioni che abbatte il “muro” tra allievo ed insegnante.

Ciò è stato possibile grazie all’intuizione dell’importanza della rete sociale nei contesti difficili e violenti. Una rete costituita non soltanto da altre associazioni No Profit o di volontariato presenti sul territorio, ma dalla possibilità di sostenere nel patto formativo la cura parentale, coinvolgendo cioè anzitutto le famiglie dei ragazzi.

Molte delle figure principali del progetto Chance sono confluite poi nei “Maestri di strada Onlus”, un gruppo di psicologi, operatori sociali, pedagogisti, capaci di lavorare in ambito di cooperazione sociale su molti progetti internazionali. Il successo del progetto Chance infatti ha permesso di estendere le procedure e le pratiche dei Maestri di strada anche oltre i quartieri di Napoli, con progetti sociali  europei di grande impatto grazie Programmi Comunitari Leonardo da Vinci.

La Onlus Maestri di strada continua il suo operoso lavoro contro il drop out scolastico con progetti specifici sia in prima linea, con circa 120 maestri di strada a Napoli, che in ambito formativo, con seminari sulle metodologie educative territoriali (Progetto METIS, in corso) per mettere “in circolo” e dunque permettere quella “restituzione” che è alla base di ogni saper fare.

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