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Progetti sociali per disabili: le App per “connettersi” al mondo

I progetti sociali per disabili stanno vivendo un momento di grande interesse, soprattutto nel campo di alcune applicazioni tecnologiche. Molte sono infatti le start up a vocazione sociale che stanno esplorando il territorio delle app per andare incontro alle esigenze di una tipologia di utenza particolarmente attiva sulle nuove piattaforme che, sembra, non conoscano barriere di esclusione.

La possibilità di costruire nuovi accessi offerta dai nuovi prodotti tecnologici permette alle persone con disabilità di poter superare una serie di barriere sociali molto spesso nemmeno tenute in considerazione. Il forte incremento nell’imprenditoria sociale non è soltanto appannaggio di aziende tecnologiche o di cooperative sociali gestite direttamente da disabili, assolutizzando così un invito all’iniziativa imprenditoriale per le persone con diverse abilità, come nell’originaria intuizione legislativa delle cooperative sociali di tipo b. La diffusione delle nuove tecnologie per smatphone, Ios e Android prime fra tutte, hanno aperto una breccia in un campo vastissimo di intervento proprio per quei progetti sociali per disabili che si propongono di risolvere una serie di piccoli, ma enormi, problemi del vivere quotidiano per una persona con disabilità. La possibilità di poter gestire direttamente un terminale (come lo sono gli smartphone o i tablet) attraverso una lettura istantanea del “mondo”, e di codificare poi questo messaggio immediatamente in un linguaggio trasmissibile e fruibile da una persona munita di handicap, è l’uovo di Colombo delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie delle App.

E’ così che negli ultimi due anni molte aziende di innovazione sociale si sono concentrate sulla possibilità di costruire applicazioni che consentono di intercettare e convertire linguaggi diversi in modalità assimilabili da chi si trova in una condizione di deficienza sensoriale, come ad esempio nel caso dei non vedenti, non udenti o delle persone con problemi di linguaggio. La comunicazione sociale, o meglio la comunicazione nel sociale, diviene così un campo di impiego dalle enormi possibilità, soltanto da poco avviato verso una sua esplorazione, con il quale tantissimi piccoli problemi quotidiani possono essere risolti, tutti da una specifica app, in modo da abbattere tutti quei piccoli gradini che alla fine costituiscono vere e proprie barriere sociali. Sono problemi quasi insignificanti per chi non è abituato a dover farci i conti, dall’impossibilità di guardare un film al cinema per un non udente a leggere un’etichetta al supermercato per un non vendente.

Le risorse che le imprese del terzo settore hanno e stanno indirizzando verso questi progetti sono molte e stanno cominciando a dare i loro frutti. Si tratta per lo più di applicazioni messe a punto da staff combinati dall’unione di professionalità tecniche (programmatori, grafici) e attori impegnati quotidianamente con queste problematiche, che siano cioè non solo già abituati a risolvere volta per volta tali difficoltà (seppur su un terreno molto diverso) ma che sappiano proprio per questo fornire anche la chiave per individuare la presenza di tali barriere. I progetti sociali per disabili forniscono così la chiave per lo sviluppo e la concretizzazione di applicazioni che permettano, li dove è possibile, di risolvere autonomamente da parte del disabile le mancanze di un mondo “reale” che è sempre più chiamato ad essere integrato e completato per la sua piena comprensione da un dispositivo “virtuale”.

Le applicazioni dedicate alle persone con problematiche sensoriali disponibili oggi rappresentano già una buona risposta ad una domanda che si prevede in crescita sempre maggiore per ancora diversi anni, e qui si offre una lista sommaria di quello che è possibile trovare sul “mercato”, sia gratuite sia a pagamento (in genere il prezzo va da 1,79 a 8 euro) ma la velocità con la quale si stanno muovendo le start up a vocazione sociale su questo territorio impone di aggiornare continuamente lo stato dei lavori. Quello che è altresì interessante è la capacità che hanno queste nuove realtà di creare una comunicazione sociale che sappia tenere insieme i due aspetti in gioco; ossia quello del mercato e quello della vocazione sociale. Un esempio di questo lo vedremo domani, ponendo l’attenzione su uno spot che si è rivelato immediatamente “virale” sui social network e che collega magistralmente tutte le spinte sociolinguistiche del terzo settore.

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