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città invisibili

Le associazioni di volontariato nelle città invisibili

Si aprirà a Lucca, tra il 14 e il 17 aprile, il Festival del Volontariato 2016 che si propone come punto di riflessione approfondito sul rapporto tra etica e associazioni di volontariato dove la città rappresenta l’unico campo possibile per un reale incontro tra passato e futuro del Volontariato.

Abitare le città invisibili. Parte da questo omaggio a Italo Calvino l’itinerario che sarà proposto dal Festival del Volontariato 2016, in una città, Lucca, che con le sue notissime Mura si presta come perfetta cornice per un laboratorio che intenda mettere al centro delle proprie riflessioni proprio il rapporto tra etica e volontariato. Le associazioni di volontariato infatti non rappresentano soltanto lo zoccolo duro del terzo settore, ma sono anche il primo immediato scambio tra “cittadino” e “cittadinanza”, ovvero tra l’espressione della morale e dell’etica che sottintende ad ogni azione associativa.

I numeri del volontariato in Italia sottolineano da soli l’importanza di questo appuntamento annuale; sono quasi sette milioni le persone operative nelle associazioni di volontariato; un italiano su otto è impegnato attivamente nel volontariato. La percentuale tuttavia risente di profonde oscillazioni, innanzitutto geografiche (al nord la percentuale di volontari è il doppio rispetto al sud) e rispetto alla fascia economica; una buona condizione economica e la stabilità lavorativa incrementano molto la percentuale di adesione e di partecipazione verso le organizzazioni di volontariato. Ma anche nel titolo di studi si denota una larga forbice; se tra i laureati la percentuale di partecipazione è superiore al 20%, per coloro che hanno conseguito la licenza elementare questa percentuale arriva soltanto al 6%.

Le associazioni di volontariato si pongono allora in un segmento della popolazione dall’alto grado d’istruzione e da una stabile base economica, costituendo di fatti una finestra privilegiata nel panorama dell’attuale stato sociale. Il dibattito sul volontariato in Italia allora sembra suggerire anche qualcosa di più di un semplice momento di incontro per un comparto essenziale, potendo definirsi anche come base per una vera e propria riflessione etica e sociale per il futuro del Paese.

Questo aspetto costituisce l’asse portante del Festival di Lucca che intende proprio interrogarsi sull’importanza dell’unica istituzione Italiana capace di fungere da aggregatore culturale da almeno mezzo millennio; le città. La città intesa come struttura costitutiva di una cittadinanza; la città intesa come luogo di scambio/confronto entro i suoi limiti territoriali, entro le sue mura, ma anche la città intesa come entità che esula dai suoi limiti apparenti e che sa farsi diffusa, estesa, associativa su legami che restano spesso invisibili. Ecco che allora imbastire un laboratorio di idee sulle città invisibili rappresenta un tentativo concreto per cercare di comprendere le dinamiche delle organizzazioni no profit sotto una lente nuova, che possa indagare gli strumenti del volontariato sotto un profilo strettamente etico.

Non sono soltanto le ricadute economiche nella finanza etica ma anche quelle di gestione, come quelle del project management e dell’innovazione sociale che possono essere inquadrate e valorizzate sotto una prospettiva “cittadina” nella quale la persona è sempre considerata in forma associativa come appartenente ad una “cittadinanza”. Le pratiche di responsabilità sociale d’impresa, l’accoglienza come banco di prova, i corridoi umanitari e non da ultimo il tentativo di pensare alla bellezza come il fulcro stesso della città, attraverso l’utilizzo e la gestione dei beni comuni, saranno al centro dei dibattiti e di tavole rotonde tenuti da una folta schiera di relatori di primissimo livello, tecnici e teorici del terzo settore, appassionati e navigati attori del volontariato.

Gli incontri saranno diffusi su tutto il territorio cittadino, divisi tra il palazzo Ducale, Piazza Napoleone sino a lambire i limiti estremi delle Mura Urbane, quasi a voler simbolicamente proporre anche sul piano topografico un’estensione delle città invisibili che sono, innanzitutto, città totali. Gli interventi saranno tutti gratuiti ma occorre prenotarsi inserendo i propri dati sul form della manifestazione

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