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Aprire una società cooperativa a Napoli: tutti pazzi per la birra

 

Aprire una società cooperativa a Napoli  mettendo al centro la produzione di una birra. Una birra speciale, senza, dubbio, una birra per l’inclusione. È questo il risultato di un’idea del gruppo di lavoro del centro riabilitativo-psicosociale Lavori in corso di Napoli. Un progetto che continua ad avere sempre maggiori consensi nel capoluogo partenopeo.

La prima produzione iniziale di 350 bottiglie è già finita da un pezzo. Il progetto, avviato lo scorso dicembre, sta cominciando a imporsi sempre più come una scommessa molto ambiziosa. La cooperazione sociale che ha messo insieme professionalità e materie prime differenti di realtà altrettanto eterogenee non poteva che produrre un risultato del tutto originale. Una birra dal retrogusto di basilico e rosmarino! Si direbbe una cosa da pazzi, e mai come in quest’occasione l’espressione sarebbe appropriata.

Il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia della birra Antesaecula (il nome viene ripreso dalla strada del quartiere Sanità che ospita il centro) c’è innanzitutto il lavoro di otto persone con disagio psichico, che sono il motore principale del progetto Antesaecula. Un progetto che impegna a rivalutare anche materie prime coltivate e tutelate da altre associazioni, come i Contadini del Cilento Tempa del Fico che forniscono due tipologie di grano autoctone in via di estinzione.  La produzione è sostenuta dal gruppo di imprese sociali Gesco attraverso la cooperativa ERA e dall’associazione Viviquartiere. La lavorazione invece è affidata al birrificio Karma, in provincia di Caserta.

Il progetto è quello di arrivare ad una Cooperativa di tipo B, e così da quattro mesi è partita a Napoli la comunicazione sociale per far conoscere e gustare la nuova “bionda” tutta Campana. Alle prime degustazioni e incontri, iniziati da Intramoenia a piazza Bellini, via via si sono aggiunti sempre più punti, tra locali e ristoranti, che propongono nel menù la birra artigianale Anteasecula. L’ultimo in ordine di tempo è il ristorante di Bagnoli “Un filo d’olio” che promuove la formula “birra e buffet” a 10 euro.

L’inclusione è dunque stata la sfida maggiore per l’associazione no profit, la possibilità di rintrodurre nel mercato del lavoro persone con disagi psichici, ma il progetto potrebbe davvero diventare qualcosa di importante anche nel contesto della rivalutazione delle materie prime alimentari locali in via di estinzione. Il grano del Cilento Carosella e Saragolla difficilmente potrebbe imporsi nei mercati con prodotti di largo consumo, quali sono appunto le lavorazioni del grano, ma l’occasione di dare il proprio contributo alla creazione di un prodotto così particolare potrebbe rilanciare la semina di queste qualità.

 

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