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culturability

L’innovazione sociale per le aree dismesse

Tra i principali attori dell’ innovazione sociale italiana il bando Culturability della Fondazione Unipolis si presenta alla sua terza edizione con la consueta formula fatta di cultura e abitabilità degli spazi urbani, dedicata a tutte le organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Il cambiamento radicale che stiamo assistendo in questi anni lo percepiamo, innanzitutto, attraversando le città e le periferie dismesse delle nostre provincie. Non è soltanto “la crisi”, ma è qualcosa di ben più profondo e strutturale, che sta cambiando tutto il processo produttivo e, di conseguenza, il nostro modo di relazionarci e di organizzare gli spazi urbani.

Tra i bandi per associazioni onlus che si propongono di spingere la ricerca del terzo settore sempre più verso un’ innovazione sociale attiva e reale, quello indetto da Fondazione Unipolis, Culturability, sembra quello che più di ogni altro riesce a cogliere il senso profondo del fare impresa, nel terzo settore, oggi. Ci troviamo ormai sempre più circondati da spazi dismessi o abbandonati le cui rovine si presentano immediatamente come un’occasione di ripensamento urbano, di riflessione consapevole sul futuro delle nostre città. Chi ha intravisto prima di ogni altro questo potenziale è stato un movimento dal basso che ha cercato innanzitutto di migliorare la propria condizione abitativa e sociale, occupando fabbriche dismesse e edifici di produzione ormai completamente obsoleti per i processi produttivi contemporanei.

Immediatamente però queste nuove acquisizioni di spazi hanno anche attivato un processo inconsapevole di progetti sociali volti a valorizzare e integrare le emergenze abitative con un’altra emergenza sociale; quella culturale. Ecco che allora sono state soprattutto le associazioni culturali a intuire le potenzialità di questa ripopolazione “dal basso” costituendo progetti culturali che sapessero supportare le esigenze sociali e valorizzando la muova riqualificazione topografica delle aree dismesse.  L’esempio più concreto, in tal senso, è senza ombra di dubbio quello che oggi è il Maam, Il Museo dell’Altro e dell’Altrove dove, a partire dal 2009 ed in maniera totalmente autonoma, l’antropologo Giorgio De Finis ha costruito un vero e proprio Museo d’arte contemporanea all’interno della dismessa fabbrica Fiorucci, alle porte di Roma. Ma non è questo il solo esempio possibile.

Il pregio di Culturability è proprio quello di aver creato un bando appositamente per esperienze progettuali di questo tipo, dove con finanziamenti per progetti sociali  (400 mila euro, una somma certo non piccola ma ancora di modeste dimensioni se paragonate alle potenzialità di questi interventi) si vuole sostenere progetti culturali innovativi per dare nuova vita a spazi abbandonati, ex siti industriali e edifici vuoti. I finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione dalla Fondazione Unipolis permettono di progettare nuovi avamposti per la cultura, come dimostrano gli interventi già sostenuti negli scorsi anni, quali la Mediatè del centro Mammut a Scampia o la Bibliocasa dell’Aquila.

In questo modo l’ innovazione sociale si radica concretamente dentro i nuovi apparati sociali che via via vanno costituendosi nel tessuto urbano contemporaneo delineando non solo un nuovo modo di intendere la cultura, ma sopratutto dandole un nuovo scopo, probabilmente più utilitaristico ma indubbiamente più etico e capace, al giorno d’oggi, di sostenere i nuovi progetti sociali di integrazione e di sviluppo. Quelli intorno ai quali costruire le città del futuro.

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