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raccolta fondi 5 per mille

La raccolta fondi del 5 per mille

Le associazioni no profit che intendono inviare la propria candidatura all’Agenzia delle Entrate per l’inserimento nelle liste delle associazioni beneficiarie del 5 per mille avranno tempo fino al 9 maggio. Una raccolta fondi per le onlus che coinvolge un quarto dei contribuenti italiani.

Il valore del 5 per mille continua a crescere, anno dopo anno. La scelta di destinare una parte dell’imposta Irpef alle associazioni onlus è stata espressa da oltre 10 milioni di italiani conferendo alle associazioni no profit una raccolta fondi di oltre 330 milioni di euro. Quella che sembrerebbe una vera e propria panacea per il bilancio onlus delle 37.904 associazioni ammesse alle liste del 2014 (pubblicate soltanto una settimana fa, con forte ritardo dall’Agenzia delle Entrate) si presenta come una piramide dal vertice altissimo, ma dalla base completamente schiacciata. I movimenti delle scelte individuali infatti subiscono una forte polarizzazione legata alla comunicazione sociale per il no profit in generale, e alle strategie di comunicazione delle singole organizzazioni, creando un’enorme differenza tra chi può permettersi una campagna pubblicitaria e chi no.

Come abitudine è Emergency a svettare in cima alla lista con quasi 14 milioni di euro e 400 mila scelte espresse, seguita a distanza da Medici Senza Frontiere e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro; entrambe poco sotto i 10 milioni di euro. Quello che rende questa raccolta fondi poco utile per le piccole associazioni tuttavia è la forte differenza che si osserva tra le prime 26 organizzazioni (le uniche a superare il milione di euro) e il resto delle associazioni di volontariato. Ma al di fuori di questo ristretto gruppo di giganti colpisce ancora una volta la ristretta “cerchia” delle organizzazioni che superano i centomila euro di contributi (soltanto 266) mentre per le altre 37 mila e cinquecento associazioni resta ben poco dell’immensa torta Irpef.

Tuttavia, a meno che non siate proprio in fondo alla lista e potreste invece contare almeno su qualche centinaio di preferenze, individuare una strategia di comunicazione per trasformare la campagna del 5 per mille in una vera e propria raccolta fondi potrebbe essere un’idea da discutere in assemblea. A tal proposito vi occorrerà innanzitutto sapere se effettivamente la vostra associazione svolga un’attività sociale che le permetta di rientrare nei requisiti richiesti (per le associazioni sportive sono ad esempio richieste particolari attenzioni) essere in regola con gli adempimenti burocratici dell’associazione e essere ovviamente iscritti presso l’anagrafe delle onlus. Appurate tutte queste condizioni propedeutiche avrete tempo fino al prossimo 9 maggio per presentare la propria richiesta all’Agenzia delle Entrate compilando i modelli che potete trovare sul sito dell’Agenzia, dove è anche presente la dichiarazione sostitutiva da inviare entro il 30 giugno.  La pubblicazione delle nuove liste è invece prevista per il 14 maggio.

Se pure qui non si tratta di una vera e propria raccolta fondi, i contributi del 5 per mille rappresentano per le organizzazioni una voce indispensabile nei propri business plan, sul quale viene rivolto un vero e proprio project management per reinvestire buona parte di questi capitali nella strategia di comunicazione per le campagne 5 per mille successive. Le campagne pubblicitarie del 5 per mille delle organizzazioni no profit non incidono direttamente sui loro conti perché si tratta di una voce di spesa che, di fatti, viene autofinanziata direttamente dalla sua entrata, la quale, una volta a regime, è abbastanza stabile e tendenzialmente destinata solo a crescere man mano che si raggiungono nuove partecipazioni.  Occorre però capirci qualcosa in tema di comunicazione sociale per il no profit e non limitarsi alla possibilità di poter “pescare” soltanto nel proprio patrimonio associativo. Questo è proprio quanto insegnano i grandi numeri delle organizzazioni umanitarie presenti al vertice della lista e i cui importi e volumi non sono paragonabili alle realtà delle altre 37 mila associazioni no profit che seguono, ma le strategie devono essere le medesime.

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