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Il finanziamento pubblico nel no profit

 

Il No profit in Italia

Qual è il giro d’affari del no profit in Italia? Quali sono le entrate e le uscite maggiori del terzo settore? Osserviamo alcuni flussi economici del volontariato nostrano, per capire come si struttura oggi il no profit.

Genera 64 miliardi di euro di entrate a fronte di 57 mld di uscite. Si potrebbe parlare allora di un profitto di 7 miliardi di euro, ma non in questo caso. Si tratta infatti dei numeri del no profit, e quindi, il “profitto” è da ricercare altrove. È infatti nella qualità della vita che il no profit deve misurarsi e non con i numeri dell’economia di capitale. Eppure il dato permette di raccontare una realtà, quella dal terzo settore, che riesce ad essere economicamente autosufficiente. Ed è un bel risultato.

Ovviamente in queste cifre rientrano tutti i finanziamenti regionali, europei e di ogni altra istituzione possibile che ci possa essere, senza le quali, evidentemente, le associazioni di volontariato non potrebbero reggere le spese di uscita. Ma proprio sui finanziamenti pubblici occorre soffermarsi su qualche riflessione.

Contrariamente a quanto sarebbe auspicabile, l’intervento dei finanziamenti pubblici, generalmente finanziamenti a fondo perduto, è orientato verso istituzioni già affermate. Per le Associazioni no profit che con spese entro i 5 mila euro annui l’incidenza dell’intervento del finanziamento pubblico arriva appena al 10,6%. Questa percentuale si incrementa di poco sino alle associazioni con spese di 100 mila euro, per poi impennarsi notevolmente nelle istituzioni con ranghi di spesa maggiori, sino a toccare il la quota il 36% per le associazioni con spese superiori ai 500 mila euro annui.

Questo trend, dovuto alla necessità di non disperdere i finanziamenti  in una caduta a pioggia, permettono indubbiamente di intervenire su quei progetti sociali che si dimostrano da subito vincenti. Ma c’è in questo un pericolo nascosto, che è quello del’innovazione. Progetti piccoli, nuove start up, iniziative giovanili, possono dare un enorme contributo all’innovazione del terzo settore. I finanziamenti pubblici dovrebbero poter inseguire questa pista per riuscire a dare un contributo effettivo all’uscita dalla crisi.

Non è un caso che la regione che si propone con maggiore innovazione nell’ambito della cooperazione sociale sia anche quella dove l’intervento dei finanziamenti pubblici è minore, l’Emilia Romagna (9,6%). Mentre la Sardegna e la Provincia Autonoma di Trento presentano il maggior numero (in percentuale) di associazioni no profit con fonte di finanziamento prevalentemente di natura pubblica (dove entrambe superano il 26%).

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