Main

Imprese del terzo settore: payroll giving e machting gift

Imprese del terzo settore: payroll giving e machting gift

Nelle imprese del terzo settore il capitale umano è spesso anche un capitale vero e proprio. Il contributo che ogni dipendente di un’associazione versa nelle casse della stessa rappresenta il “tesoretto” con il quale si da programmazione al futuro. E instaura con l’impresa un vitale circolo virtuoso.

Negli ultimi interventi abbiamo parato della necessità, nell’ambito della gestione del personale all’interno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale, di costruire un rapporto che sappia valorizzare e tutelare questo indispensabile valore aggiunto delle imprese sociali, ossia il loro stesso personale. In quest’ottica intendiamo adesso soffermarci su due tecniche di scuola anglosassone volte proprio a creare un’interdipendenza trasversale tra personale e azienda sociale.

Il payroll giving (letteralmente “ dare libro paga”)nasce negli anni ottanta e intende una donazione effettuata dai dipendenti della stessa azienda che contribuiscono così al mantenimento dei progetti sociali  in opera. Trattandosi di una donazione effettuata regolarmente, con scadenze precise, ci si rende immediatamente conto di come essa si traduca in un indispensabile strumento di finanziamento per la programmazione.

D’altro canto, la possibilità di partecipare attivamente alla raccolta fondi della propria impresa sociale nella quale perlopiù, il dipendente ne condivide già in partenza le scelte etiche e la mission, offre a quest’ultimo un’ulteriore coinvolgimento nella consapevolezza e nella persecuzione degli obiettivi predisposti dalla ONP.

Anche in Italia, con la risoluzione 411/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate, si è regolamentata l’applicazione di questo strumento che colloca il datore di lavoro nella veste di sostituto d’imposta. In questo caso la detrazione può arrivare sino al 19% della quota trattenuta dal datore di lavoro, e versata a nome del dipendente direttamente alla ONLUS come erogazione liberale, quindi esentasse.

Il coinvolgimento delle aziende in questo scenario è sostenuto inoltre dal machting gift (regalo di corrispondenza), che prevede l’impegno a sostenere l’associazione no profit indicata con una somma almeno doppia di quella versata da tutti i dipendenti. Le potenzialità di questo strumento sono sempre più apprezzate soprattutto quando permettono di sposarsi con una comunicazione sociale per il no profit che fa sempre più gola a tutti, aziende del profit in testa, ovviamente. Le strategie di  machting gift migliorano l’immagine dell’impresa e rafforzano il loro ruolo di leaderschip entro le comunità locali, elemento tutt’altro che secondario nell’epoca del mercato globalizzato.

Creare uno scambio bidirezionale tra impresa sociale e capitale umano è uno degli aspetti sul quale il no profit sembra poter offrire ricette molto più apprezzabili per il dipendente in termini motivazionali. Su questi aspetti anche il profit si stà cominciando a muovere, investendo sempre di più nella promozione di progetti sociali che sappiano creare un ritorno d’immagine, divenendo quindi vere e proprie campagne sociali nel no profit, che però portano con se la possibilità di sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone verso questi strumenti di fundraising.

, , , , , , , , ,

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

Impresa Tre offre una newsletter gratuita su:

  • Strategia e comunicazione per le Imprese Sociali
  • Marketing e Visibilità per il terzo settore
  • Consulenza fiscale, organizzativa e legale