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5 per mille. Una strategia di comunicazione per il terzo settore.

5 per mille. Una strategia di comunicazione per il terzo settore.

 

Già da diverse settimane sono ripartite le campagne pubblicitarie per devolvere il cinque per mille della dichiarazione dei redditi alle associazioni che operano nel sociale. Uno strumento, questo, che riesce a generare un giro di quasi 300 milioni di euro. Dalla sua istituzione, nel 2006, il 5 per mille ha innanzitutto sviluppato la strategia di comunicazione per il terzo settore. Gli enti che operano per il sociale, infatti, si sono trovati dinanzi alla possibilità di accedere ad enormi cifre di donazioni effettuate grazie alla sottoscrizione nella dichiarazione dei redditi.

Il punto principale, quindi, fu quello di modificare i codici semantici della comunicazione sociale per il no profit ponendo l’accento soprattutto sul proprio brand, un termine che rimanda a tecnologie di comunicazione sino ad allora completamente oscure al mondo del no profit. Eppure, la capacità di attrarre pubblico che sia disposto a sottoscrivere il proprio 5 per mille passa proprio dall’appeal che determinate organizzazioni (sempre le stesse), sanno esercitare sul contribuente, più dello stesso battage pubblicitario.

Basata, in tal senso, andarsi a spulciare i dati della distribuzione delle scelte e degli importi per Onlus ed enti volontariato ammessi al beneficio, pubblicata non più di un mese fa dall’Agenzia delle Entrate. I valori si riferiscono alla dichiarazione del 2012.

In testa alla graduatoria delle associazioni di volontariato troviamo Emergency con oltre 346 mila firme. Pur se in leggero calo rispetto al 2011, l’Organizzazione non governativa di Gino Strada accede ad un beneficio di oltre dieci milioni di euro. Medici senza frontiere arriva invece ad 8,2 milioni di euro, attestandosi al secondo posto. Tutte le Onlus e gli istituti di ricerca presenti nei primi dieci posti ripetono, con minime differenze, i valori del 2011. Più in basso nella graduatoria il calo più vistoso lo segna il San Raffaele che passa da 5,7 a 4,3 milioni di euro. Questo dato sembra confermare il carattere psicologico della scelta del 5 per mille, che si impone più per l’appeal dell’istituzione che per la sua presenza pubblicitaria.

Complessivamente, la raccolta fondi Onlus del 5 per mille della Dichiarazione dei Redditi 2012 si conferma in crescita, con un +2% rispetto al 201, mentre il settore della ricerca perde tre punti percentuali. Anche questo dato, insomma, delinea una costante crescita del terzo settore e del suo operato sociale, tra i contribuenti italiani.

 

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