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la rete sociale di migrantour

La rete sociale per l’integrazione di Migrantour

La rete sociale di Migrantour si arricchisce di un’altra città italiana. Con il Maggio dei Monumenti anche a Napoli sarà possibile fare il giro del Mondo restando semplicemente nella propria città con un progetto sociale che coniuga cooperazione sociale e integrazione.

Per fare il giro del mondo non servono 80 giorni, ma bastano poche ore. Questo è soltanto uno degli slogan di un progetto sociale che si è costruito orma da diversi anni intorno alla cooperativa sociale Viaggi Solidali di Torino che opera nel settore della solidarietà internazionale. Dal 2004 la cooperativa Viaggi Solidali ha realizzato progetti sociali di turismo solidale nel sud del Mondo in collaborazione con ONG e costruendo una rete sociale anche nel territorio italiano con il progetto Migrantour.

Il progetto sociale Migrantour parte dalla constatazione della realtà interculturale della città contemporanea, ormai vero e proprio crocevia di diverse culture, etnie e popolazioni provenienti da ogni parte del mondo ma che, all’interno delle città europee si costituiscono in veri e propri quartieri nei quali ristabiliscono un rapporto con la propria cultura di provenienza e con le proprie economie. In questo modo gli stessi progetti sociali portati avanti dai mediatori culturali si trovano spesso a dover affrontare la prima difficoltà di penetrare all’interno di tali enclavi, guadagnandosi la fiducia delle comunità locali. Allo stesso tempo, un’apertura maggiore di questi quartieri verso il resto delle città garantirebbe una maggiore integrazione, uno scambio culturale ed economico estremamente vantaggioso per entrambe le parti.

Ecco che il progetto Migrantour intende allora proprio mostrare la ricchezza e la varietà culturale presente nelle città europee proprio con “tour”, ovvero gite turistiche aperte a cittadini, curiosi, stranieri o veri e propri turisti, con le quali si può entrare in contatto con le realtà locali dall’interno stesso dei loro quartieri, conoscendone gli usi e condividendone le economie.

Cofinanziato da fondi europei, Migrantour si pone come un’importante strumento di raccolta fondi per le cooperative sociali che svolgono il ruolo di mediatori culturali garantendo assistenza e abbattendo i fattori di esclusione sociale tra i cittadini immigrati. Un progetto che non deve essere confuso come una nuova antropologia colonialista, ma come una cooperazione sociale attivata direttamente dal basso, tra cittadini italiani e stranieri, nella consapevolezza che lo scambio economico e la condivisione maggiore degli spazi siano la primaria condizione per avviare quei processi di integrazione indispensabili per le metropoli contemporanee.

In occasione del Maggio dei Monumenti, anche Napoli ha risposto a questi progetti sociali che si realizzano già in nove altre città italiane e, con la cooperativa sociale Casba, ha redatto un ciclo di tour con i quali scoprire i “mondi lontani che abitano qui” attraverso il mercato senegalese, la moschea di Napoli o il quartiere cinese, passando per le comunità srilankesi e indiane. Attraversando questi mercatini, entrando nei loro negozi si ha davvero la sensazione che per fare il giro del mondo non occorrono più 80 giorni, ma basta sapere e conoscere a fondo le strade e i vicoli della propria città, i loro mutamenti, i loro nuovi risvolti multicolori e multirazziali.

Nello stato sociale in cui la città europea si trova oggi, questi progetti sociali di cooperazione sociale sembrano suggerirci quali sono le enormi possibilità del terzo settore per i mediatori culturali, oggi non più costretti a seguire le associazioni umanitarie o le Ong in giro per il Mondo, ma costruendo l’integrazione palmo dopo palmo sulla topografia della propria città.

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