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Per un Europa Sociale

Per un Europa Sociale

Lo stato sociale attuale in Italia è sempre più preoccupante. La crisi non solo sta spingendo sempre più verso il basso l’economia circolante, ma sviluppa anche una pericolosa deriva della politiche sociali.

Il timore è quello di vedere gli sforzi dell’innovazione sociale del terzo settore strangolati da una crisi che sembra procedere ad una velocità doppia. Lo stato sociale del bel paese è fotografato dall’ultimo rapporto Istat. Tra poveri assoluti e poveri relativi, sono quasi 14 i milioni gli italiani che vivono con meno di 500 euro al mese. Il problema tuttavia non è solo italiano, ma europeo. Secondo la CRI sono ben 126 milioni i poveri del vecchio continente.

Queste cifre mettono ulteriormente in crisi l’intero sistema economico, gravando sui conti dei Paesi in quanto non possono offrire contributi ma, al contrario, necessitano assolutamente di politiche e progetti sociali che possano far fronte all’onda di povertà che si è abbattuta sull’intera Europa.

Le associazioni di volontariato stanno denunciando già da tempo questa situazione, che dovrebbe arrivare al suo culmine nel corso del 2015. Si tratta infatti dell’onda lunga delle crisi economiche che tendono dapprima a prosciugare il patrimonio economico dei cittadini, e soltanto in seguito si ripercuotono poi in massa sulle strutture sociali di sussidiarietà. Così, mentre gli economisti cominciano a vedere chiaramente i segnali di una lenta ripresa, paradossalmente la povertà diffusa comincia ad allargare le proprie maglie cominciando a contare numeri sempre più da capogiro.

La forza di impatto delle organizzazioni non lucrative, delle Onlus, e di tutto il terzo settore non può più garantire una copertura di queste dimensioni, pur se, con strategie mirate, può fornire gli strumenti adeguati per concertare un progetto sociale  di tipo complesso. La possibilità di interfacciarsi alle politiche dei diversi Paesi comunitari diviene allora fondamentale per offrire proposte per combattere la povertà.

Il 20 maggio, a Roma, si è svolta la conferenza nazionale  “Per un Europa Sociale. Le Proposte delle Associazioni e del Volontariato”, un’incontro voluto dalle associazioni di volontariato laiche e cattoliche che aderiscono a Miseria Ladra, la campagna contro la povertà promossa da Libera e dal Gruppo Abele. L’incontro, previsto per le ore 11,00 presso la federazione nazionale della Stampa, ha affrontato i tempi più urgenti per intervenire nelle politiche sociali e nel welfare, oggi seriamente danneggiati da tagli sempre più ciechi e irresponsabili.

La possibilità di costruire una rete sociale  tra amministrazione centrale e le periferie dell’associazionismo rappresenta probabilmente ancora un traguardo troppo lontano allo stato attuale, ma occorre seguire l’esempio di alcune esperienze europee e completarle con le effettive esigenze territoriali. Il lavoro, i diritti e il bisogno di rilanciare una domanda aggregata saranno alcuni dei temi affrontati nel corso della conferenza che vedrà la partecipazione di associazioni e cooperative sociali quali Arci, Cilap-Eapn, Cnca, Cipsi, Emergency, Fiopsd, Gruppo Abele, Libera, Rete della Conoscenza, Rete Patrimonio Comune, Scosse e le realtà territoriali del volontariato.

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