Main

Associazioni di volontariato e nuova immigrazione. Un problema di accoglienza

 Associazioni di volontariato e nuova immigrazione

Le associazioni di volontariato sono il termometro del paese per comprendere come ed in che modo l’immigrazione sta cambiando. Ormai si comincia a porre un problema specifico per l’accoglienza di minori, che sembrano sempre più la “merce” di prima scelta per i mercanti del mare. Un’emergenza che richiede una ristrutturazione logistica e organizzativa delle Associazioni umanitarie completamente diversa.

L’ultimo sbarco avvenuto il 24 maggio a Pozzallo, nel ragusano, definisce nei suoi numeri l’urgenza della questione. Dei 400 migranti salvati nel canale di Sicilia ben 260 sono minori. Non è stato tuttavia un caso isolato. Ormai nell’ultimo anno si assiste ad una conversione della migrazione concentrata prevalentemente sui minori che si fa sempre più massiccia. Le associazioni di volontariato si trovano così a dover affrontare in maniera completamente diversa l’accoglienza, nella necessaria urgenza di trovare sistemazioni che possano offrire un’adeguata sistemazione a ragazzi e ragazze che, spesso, non sono più che adolescenti.

Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati( lo SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che, nelle possibilità delle risorse disponibili, territorialmente affidano i progetti di accoglienza integrata ad associazioni e cooperative del terzo settore, le quali a loro volta possono o occuparsi direttamente delle persone prese in tutela, o offrire servizi di integrazione e collocazione in una rete sociale che affianca diverse entità, quali case di accoglienza private, affido, etc.

Per ragioni diverse, l’accoglienza dei minori è sempre stato un baluardo delle associazioni religiose, sia per una pratica disponibilità di alloggi, sia per una vicinanza morale delle missioni caritatevoli. I numeri però, sono sempre stati ben altri, e il problema dei minori poteva essere gestito attraverso interventi mirati. I Salesiani ad esempio, che si occupano da sempre dell’accoglienza e della tutela dei minori rifugiati, con il loro progetti sociali  riescono ad accogliere una sessantina di minori non accompagnati, ma è chiaro che questi numeri non possono rispondere ad un contesto che va evolvendosi molto rapidamente.

Occorre quindi intensificare la rete sociale delle associazioni umanitarie e delle strutture del terzo settore per poter offrire una risposta adeguata ad un problema che, ormai è sotto gli occhi di tutti, si pone come qualcosa di più complesso nella gestione rispetto ai centri di accoglienza sin’ora utilizzati.

Le sinergie da mettere in campo per un’accoglienza integrata riguardano allora tutti quei “enti gestori” (soggetti del terzo settore) che possano mettere in campo un’adeguata risposta con progetti sociali concreti, realizzando i fondi dei finanziamenti dei progetti sociali umanitari che sono messi a disposizione dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, in una partnership di governance multilivello tra terzo settore, Ministero dell’Interno ed enti locali.

, , , , ,

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

Impresa Tre offre una newsletter gratuita su:

  • Strategia e comunicazione per le Imprese Sociali
  • Marketing e Visibilità per il terzo settore
  • Consulenza fiscale, organizzativa e legale