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Fondi europei per la cultura–Parte 1

Fondi europei per la cultura

 Nella programmazione 2014-2020 i fondi europei per la cultura continueranno ad essere il “motore” del patrimonio artistico storico e contemporaneo. Ovvero li dove spesso, i fondi statali sono sempre troppo carenti. Come si strutturano?

I finanziamenti per la cultura messi a disposizione dai fondi europei sono per il nostro paese un ossigeno assolutamente indispensabile, ricchi come siamo di risorse culturali passate, e presenti. Le coperture nazionali (centrali, regionali, comunali) sono infatti sempre più scarse e permettono a mala pena il funzionamento minimo dei principali apparati culturali.

I fondi europei per la cultura rientrano nel più vasto argomento dei finanziamenti concessi, dietro progetto, a tutti quegli enti o agenti che sappiano valorizzare, tutelare, conservare e promuovere il patrimonio culturale. Non solo Musei, quindi, ma anche archivi, biblioteche, case d’arte e, soprattutto, eventi per la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Le associazioni culturali in questo sono molto spesso l’estrema avanguardia nel nostro paese, riuscendo a valorizzare borghi e luoghi storici con eventi che si allacciano alle tradizioni popolari, fiere, palii, rievocazioni gastro-culturali che richiamano sempre molto pubblico.

I fondi europei molto spesso restano ai margini di queste realtà. Le associazioni non prendono neanche in considerazione l’ipotesi di poter accedere ad un fondo concesso dall’Europa, e questo per due motivi molto precisi. Innanzitutto si ha una scarsa conoscenza di tutto quello che riguarda i finanziamenti comunitari, e in secondo luogo, molto spesso si dà una scarsa considerazione di quello che si sta proponendo, esiste ovvero una sottovalutazione (scientifica) del proprio progetto di recupero. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, pur se largamente diffuso tra le associazioni culturali, bisogna prendere consapevolezza del proprio fare, renderlo impresa e esser capaci di gestirlo con piglio scientifico. Un’operazione non facile indubbiamente, ma necessaria se si vuole compiere il famoso “passo in avanti”. Per quanto riguarda invece il primo punto, affidarsi ad un tecnico di bandi, ad un progettista o (meglio ancora) formare all’interno della propria associazione una figura professionale che si occupi esclusivamente di questo, può essere la mossa risolutiva.

 

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