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Fondi europei per la cultura–Parte 2

Fondi europei per la cultura

Per cominciare ad orientarsi nella struttura dei finanziamenti europei occorre comprendere perlomeno i suoi nessi strutturali fondamentali. Compresi questi, sarà molto più semplice anche operare quella “scrematura” tra i bandi di gara presenti, e scegliere quello più adatto.

Cominciamo con il dire innanzitutto che esistono due grandi famiglie di fondi europei, i finanziamenti diretti e quelli indiretti. I primi seppur prevedono un iter più semplice nella complessità dei progetti, prevedono il cofinanziamento da parte dei beneficiari. Inoltre, essendo gestiti direttamente dall’Unione Europea, le graduatorie sono composte da tutti i progetti europei, quindi vi è maggiore competizione. I fondi indiretti invece vengono integrati dai finanziamenti regionali tramite Programmi Operativi Regionali (POR). Le autorità regionali gestiscono le risorse comunitarie mediante l’emanazione di bandi e regolamenti  autonomi, che soltanto successivamente vengono approvati dall’UE.

I bandi europei per associazioni culturali sono denominati  Europa Creativa, Europa per i Cittadini (tra i finanziamenti diretti), mentre rispondono a specifiche diverse per i fondi strutturati (ovvero quelli che prevedono integrazioni di risorse nazionali) dove si presentano nei Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR).  Molte attività culturali possono ugualmente competere con i loro progetti per i FSE (Fondo Sociale Europeo) lì dove prevedono attinenza con le linee guida di tali fondi. Una su tutte, l’occupazione.

Tra gli obiettivi dei finanziamenti strutturali proposti dai fondi europei per la cultura, che divengono quindi requisiti indispensabili per poter presentare il proprio progetto, vi sono lo sviluppo delle risorse umane specializzate nelle imprese culturali, la promozione dell’auto imprenditorialità dei giovani (under 35), e la capacità di migliorare le condizioni standard nella fruizione del patrimonio (visite guidate, servizio di navetta, opuscoli, web, ecc)

Molta attenzione verrà inoltre affidata ai progetti che sappiano costituire degli incubatori culturali, ovvero la capacità di diversi agenti, ossia quelle associazioni culturali, no profit o Onlus già presenti,  che sappiano fare rete e possano quindi promuovere la creazione di start up culturali e creative, premiando soprattutto quelle che sappiano creare reti di relazioni con operatori culturali per giovani artisti, in aree svantaggiate (alloggi per artisti, mostre, spazi interculturali).

 

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