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Legge quadro sul terzo settore: un’economia orientata al bene comune

 

Legge quadro sul terzo settore

 

Con la pubblicazione delle linee guida della legge quadro sul terzo settore, viene finalmente riconosciuto il valore fondamentale del capitale sociale ed il ruolo cruciale rappresentato dalle organizzazioni produttive né pubbliche né private, come ad esempio le organizzazioni No profit  per la realizzazione di un’economia indirizzata al «bene comune».

Le linee guida della legge quadro sul terzo settore sono state pubblicate il 13 maggio e mirano a sottolineare il ruolo chiave che le associazioni del terzo settore hanno nel nostro paese, tramite, ad esempio operazioni come la finanza etica. Si tratta, in soldoni, di avviare un trattamento fiscale di favore verso tutte quelle attività finanziarie come le banche etiche, la micro finanza ed i fondi di investimento che investono in maniera “etica”, ovvero in imprese  ed azioni che siano orientate verso responsabilità sociale ed ambientale.

Se da un lato, in base ai principi della linea guida appena pubblicata, le associazioni del terzo settore si trovano a fronteggiare gli effetti negativi dell’odierna economia sul sociale, attraverso azioni mirate e non solo filantropiche, dall’altro le cooperative onlus e tutte le No profit devono essere stimolate e sostenute nella produzione di un valore economico che agisca a vari livelli.

Il questo contesto si parla quindi di Banca Etica, che non ha bisogno di finanziamenti pubblici per competere con le tradizionali banche ma necessita senza dubbio di essere più forte per sostenere la società verso il progresso del bene comune.

Infatti negli ultimi anni le banche etiche europee hanno avuto performance migliori rispetto a quelle tradizionali, perché usano meno investire in attività speculative che in crediti e depositi. Anche la Banca Etica italiana vanta risultati migliori, accogliendo ad esempio molti clienti rifiutati dalle altre banche. Le performance sono migliori e la Banca Etica si è dimostrata più efficiente nell’indirizzare le risorse finanziarie verso la creazione di un valore economico socialmente ed a livello ambientale sostenibile.

Se quindi, anche le performance economiche delle cooperative no profit sono positive, quello che manca è una buona strategia di comunicazione, che faccia conoscere sia le No profit e le loro lungimiranti e proficue azioni sul territorio che la finanza cooperativa tradizionale, sottorappresentata rispetto a quanto vale nella realtà.

Fonte: Avvenire

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