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Il Global Compact e la Responsabilità Sociale delle Imprese  

Global Compact e Responsabilità Sociale delle Imprese

La responsabilità sociale delle imprese è uno dei punti di maggiore contatto tra le imprese “profit” e il no profit. I quadri di riferimento che riguardano l’attuazione dei principi etici d’impresa sono contenuti nel Global Compact, che rappresenta la Carta delle Imprese impegnate responsabilmente.

Le imprese del terzo settore sono “geneticamente” costruite su principi di finanza etica e per lo sviluppo sociale del lavoro, operando di fatti sul terreno della Responsabilità delle Imprese, eppure anche per le Associazioni no profit i nove punti del Global Compact rappresentano un quadro di riferimento per la responsabilizzazione dell’opinione pubblica.

Il Global Compact (patto globale) fu lanciato nel 1999 al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dall’allora Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan. L’intento fu proprio quello di creare un paradigma di condotta per promuovere la responsabilità sociale delle imprese, ponendo l’attenzione soprattutto su tre aspetti principali; diritti umani, lavoro e ambiente. In nove punti (o principi) veniva così promossa la capacità delle imprese di operare secondo criteri mondiali, pervenendo ad un fine comune, ovvero alla tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

 

Le associazioni no profit sono chiamate direttamente in causa tramite l’applicazione del Piano d’azione della responsabilità Sociale delle Imprese, definito dall’Unione europea in materia della responsabilità sociale delle imprese. Alle imprese viene chiesto di assumere un ruolo sociale nel rispetto del lavoro e dell’ambiente, in linea con quelli che sono gli obbiettivi delle convenzioni ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), il quale rappresenta una delle cinque agenzie delle Nazioni Unite che costituiscono il network del Global Compact.

 

Il ruolo delle Organizzazioni Non Lucrative di utilità Sociale in questo contesto è contraddistinto da due tipologie, la prima, affiancando le imprese economiche così dette “classiche”, supportando i progetti sociali che queste intendono promuovere, e in secondo luogo attraverso l’impegno in prima persona nei rapporti con Enti Locali, cittadinanza attiva e Regioni.
Il Ministero del Lavoro infatti svolge un’attività di promozione e di informazione proprio attraverso lo scambio e la collaborazione, oltre che con gli organi istituzionali, proprio con le imprese del terzo settore.

 

Le aziende profit hanno tutto l’interesse per aderire al Global Compact in quanto beneficiano di un eccellente ritorno d’immagine presso il pubblico, ma devono attenersi a scelte spesso non facili, specialmente per le grandi multinazionali, come la trasparenza dei bilanci e la partecipazione dei lavoratori agli utili. Il tema della responsabilità sociale delle imprese è tuttavia sempre più il canale preferenziale delle attività politiche industriale della UE in quanto contenuta nel Piano d’Azione Imprenditorialità 2020. Su questi punti strategici dunque le politiche europee spingono sempre con maggior forza le imprese profit verso il modo operativo del no profit, affinché si arrivi ad un “integrazioneu base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate” come stabilito nel Libro Verde della Commissione Europea.

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