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Progetti sociali: la buona pratica dell’autocostruzione

Progetti sociali: la buona pratica dell’autocostruzione

 

  

Alcuni progetti sociali riescono a trovare soluzioni anche lì dove sembrerebbe difficile trovarle. Il problema della casa non è solo italiano, ma europeo. Assicurare un alloggio anche alle fasce meno abbienti è uno dei punti sul quale si muove l’UE per fronteggiare un’emergenza abitativa sempre più evidente.

 

La crescente domanda di protezione sociale abitativa è il risultato dell’esclusione sociale operata su piano urbanistico negli ultimi quarant’anni. Le città hanno cominciato a munirsi di periferie dormitori con un grado di povertà sempre crescente. I costi dell’edilizia non sono accessibili a gran parte dello stato sociale e da questo corto circuito deriva l’impossibilità, soprattutto per i nuovi nuclei familiari, di riuscire a garantirsi una propria abitazione.

 

Per far fronte a questo problema, negli ultimi anni sono nate molte cooperative sociali che promuovono e organizzano l’autocostruzione, ovvero risolvere il problema abitativo secondo i criteri del self-help. Si tratta di una strategia ad hoc per un targhet di riferimento preciso, ovvero giovani nuclei familiari, che possano dare il proprio contributo reale direttamente sul campo, o meglio, in cantiere.

 

L’abbattimento dei costi in questi casi è decisamente gratificante in quanto si attesta intorno al 50-60 %, permettendo così di essere autocostruttori anche nuclei familiari con redditi medio bassi (1.100-1.300 euro netti al mese). Ciò che si risparmia tuttavia deve essere ripagato con il proprio lavoro, non importa quanto qualificato, ma occorre dare la propria disponibilità a passare almeno 16 ore settimanali in cantiere, per due anni.

Anche in Campania stanno cominciando a nascere nuovi cantieri di autocostruzione, grazie al lavoro di mediazione e di organizzazione della cooperativa sociale Aliseicop (www.aliseicop.it) che si occupa di servizi di intermediazione abitativa.  Le agevolazioni fiscali per l’autocostruzione prevedono un prestito senza interessi per il 70% del capitale da parte del Fondo Immobiliare della Regione Campania, e un altro 30% da un prestito a tasso agevolato di Banca Etica.

 

Aliseicop ha già realizzato in passato progetti simili in Umbria, ma l’apertura al mercato edile campano si preannuncia come una grande scommessa, tutt’altro che semplice, ma dall’enorme potenziale. Dei tre cantieri attivi, soltanto quello di Baia e Latina non è riuscito a concretizzarsi, per mancato numero di proposte. A Villaricca in provincia di Napoli, invece, su una superficie di 4400 mq sono state realizzate 25 abitazioni della tipologia di villette a schiera, per un importo totale di 2.320.000 euro. Anche a Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, la cooperativa sociale Alicop sta avviando un’altra autocostruzione per 12 nuclei familiari su 3.700 mq (Importo del mutuo 1.116.000 euro).

 

Riuscire a promuovere l’autocostruzione edile in una regione come quella della Campania, con tutto ciò che consegue (inclusione sociale, edilizia sostenibile, rete sociale) può significare realmente una valida soluzione per risolvere non solo l’emergenza abitativa, ma anche per ripristinare quella rete di rapporti, intenti e finalità di scopo, che sono fondamentali per qualsiasi nuova comunità che comincia a formarsi. Che è esattamente proprio quello che è mancato nell’edilizia del passato.

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