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Cooperative sociali agricole II

Tra le  cooperative sociali impegnate direttamente in progetti di agricoltura sociale, si segnalano alcune realtà operative ormai da anni e con grande successo. I progetti sociali per disabili messi in campo hanno costituito soltanto il punto di partenza per interpretare una nuova idea di imprenditorialità.

Sono esempi virtuosi dell’agricoltura sociale, ma spesso il loro successo è stato possibile grazie all’integrazione ed alla cooperazione sociale tra diversi soggetti. Enti locali, Associazioni di categoria, Asl e organizzazioni no profit rappresentano la rete sociale indispensabile per mettere in comunicazione il mondo dell’agricoltura con quello del terzo settore. Il risultato sono le cooperative sociali agricole; eccone alcuni esempi.

Nata nel 2009, la cooperativa sociale onlus “Naturalmente” ha immediatamente sposato la causa dell’agricoltura sociale in tutte le sue forme; inserimento lavorativo per persone svantaggiate, progetti sociali per disabili e produzione di prodotti IGP e Doc del territorio. Il successo di questa Onlus di Farigliano, in provincia di Como, è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione di Enti Locali e della Coldiretti, nonché alla collaborazione di associazioni di volontariato che permettono di poter supportare percorsi terapeutici per persone con disturbi mentali, le quali vengono inserite in tutto il processo di produzione, dai campi alle aree tecniche. La propedeuticità dell’integrazione è una caratteristica comune a molte realtà dell’agricoltura sociale in quanto il lavoro agricolo permette di recuperare la cura verso le cose e l’attenzione per i valori della terra, caratteristiche “innate” in ciascun individuo. I processi di riabilitazione e di inserimento sono così molto più naturali rispetto ad altri progetti sociali dedicati.

Anche spostandosi verso il sud dello stivale non mancano esempi virtuosi di agricoltura sociale. A Mesagne, in provincia di Brindisi dal 2008 la cooperativa sociale “Terre di Puglia – Libera Terra” riqualifica con successo i terreni confiscati alla Sacra corona unita. Anche in questa realtà emerge l’importanza di potersi avvalere di collaborazioni e partenariato con le Istituzioni (la Prefettura e la Provincia di Brindisi, oltre ai Comuni interessati dalle terre sottratte alle organizzazioni criminali), e da finanziamenti regionali. Terre di Puglia è inserita inoltre nel contesto delle imprese sociali seguite dall’associazione Libera, e non ultimo, grazie alla collaborazione con gli agronomi del circuito di Slow Food sono stati riqualificati trenta ettari di vigneto doc, che così sono andati ad affiancarsi ai venti ettari di grano biologico che sono coltivati già da anni dalla cooperativa sociale brindisina.

Sono questi soltanto due esempi su quello che rappresenta l’agricoltura sociale nel terzo settore, imprese sociali che offrono progetti sociali per diverse tipologie di soggetti, ma sempre con un altissimo livello di professionalità e di qualità dei prodotti. Il segreto infatti è proprio questo, come recita un noto slogan pubblicitario, l’amore per la terra dà soltanto buoni frutti e questo vale a maggior ragione con le persone. L’ambito sociale così rappresenta forse quello più naturale per l’agricoltura proprio perché sin dal primo colpo di zappa dato al terreno per dissodarlo, già si è immediatamente entro il quadro di un progetto sociale “globale”, quello del prendersi cura.

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