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Associazioni sportive dilettantistiche nel terzo settore

Associazioni sportive dilettantistiche nel terzo settore

In Italia sono oltre 100.000 le associazioni sportive con una capillarità che le pone, per numero, come la risorsa più importante del terzo settore. Sotto il profilo Istituzionale l’ordinamento sportivo è materia soggetta a competenza concorrente in un intricato sistema di competenze territoriali.

Non è soltanto lo Stato a garantire la presenza e la diffusione delle Società Sportive tramite il suo Ministero per le Attività Giovanili, e soprattutto, l’ente pubblico del CONI.  La Consulenza delle associazioni sportive rappresenta il passaggio necessario per districarsi in un budello normativo ricco di soggetti, un complesso sistema normativo che cerca di codificare un’attività, quella sportiva, estremamente varia e  multiforme.

Oltre al CONI, che è l’unico organismo certificatore delle società dilettantistiche, troviamo le:

Federazioni Sportive Nazionali (FSN), onlus con personalità giuridica di diritto privato, affiliate ad una Federazione Nazionale.

Discipline Sportive associate (DSA), riconosciute dal CONI, non devono necessariamente essere affiliate ad una Federazione.

Enti di Promozione Sportiva (EPS), associazioni nazionali che devono poter contare almeno 1.000 società affiliate e 100.000 soci ad esse collegati, si occupano dell’organizzazione e della promozione di attività sportive.

Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), riconosciute dal Consiglio Nazionale del Coni, rappresentano, per numero, la maggiore realtà nel panorama sportivo nazionale.

Tutti questi soggetti costituiscono quella rete sociale invisibile ma estremamente fondante dei rapporti sociali e non solo del nostro paese. L’importanza dello sport nei paesi industrializzati oggi è enorme, genera un’economia che è in Italia la quarta maggiore del paese, coinvolge il 65% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, e se si considera anche il livello amatoriale si arriva a 34 milioni di italiani coinvolti (dati Istat).

In questo ambiente il ruolo delle associazioni di volontariato è enorme. Stando ai dati del 1° rapporto di Sport e Società Istat (2009), in ogni Associazione Sportiva operano mediamente 10-12 volontari con 5 ore di lavoro volontario prestate settimanalmente, per un controvalore complessivo di 3,4 miliardi di euro annui. Una forza che però può anche tradursi con una debolezza strutturale dell’intero apparato.

Tra le agevolazioni fiscali per le società sportive dilettantistiche esiste la non imponibilità fiscale degli introiti che derivano da attività commerciali collegate alle finalità dell’associazione, per due aventi l’anno, purché tali introiti non superino la cifra di 51.645 euro. È questa una particolare forma di tutela di un comparto estremamente fragile ma allo stesso tempo assolutamente nevralgico e che trova così il modo di poter chiudere l’anno sportivo (proprio tra giugno e luglio) con eventi sportivi (gare, meeting, giornate dello sport) al fine di poter costruire la pianificazione della stagione a venire.

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