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Nuove strategie di comunicazione per il terzo settore

Nuove strategie di comunicazione per il terzo settore

Un recente studio americano individua nello storytelling un’enorme potenziale di comunicazione per il mondo del no profit. Ma solleva diversi problemi che, le agenzie di comunicazione, non hanno ancora risolto.

Ispirare le persone. È questa la sfida del non profit mondiale da quanto emerge da uno studio commissionato dalla Fondazione Rockefeller in collaborazione con Hattaway Communications.  L’ubiquità tecnologica digitale permette oggi di costruire messaggi multilivelli con i quali entrare sempre più in sintonia con quelli che sono le emozioni ed i sentimenti delle persone. Il mondo social, in particolar modo, ha notevolmente amplificato questo aspetto, facendo decadere in brevissimo tempo le passate strategie di commercializzazione. Non è più il convincimento della qualità a rendere credibile un prodotto, ma la sua Storia.

L’innovazione sociale nel terzo settore parte soprattutto da qui, dalla capacità di far dialogare i diversi supporti digitali, fotocamere, software per il trattamento delle immagini, collegamenti ipertestuali, e confezionare pacchetti emozionali distribuendoli al proprio target di riferimento. Lo studio americano individua cinque punti di criticità da tenere in considerazione proprio per riuscire a massimizzare al meglio l’impatto comunicativo dello storytelling.

Strategia: la tecnica persuasiva dello storytelling deve pianificare una strategia di comunicazione opportunamente messa a punto. Individuare un obiettivo chiaro ed il pubblico di riferimento. Spesso chi si occupa di organizzare una campagna di comunicazione per il no profit ritiene questi aspetti secondari, perché è disorientata dalla bontà della mission. Insomma si continua ad applicare, seppur in maniera inconscia, lo schema classico della comunicazione pubblicitaria.

Capacità: per confezionare una buona storia bisogna essere estremamente abili. Il piano di comunicazione per il no profit deve saper mettere in relazione la grande capacità degli strumenti digitali con la ricerca di esperienze dirette, esplicite. Spesso le storie migliori provengono da persone che sono state coinvolte direttamente in casi analoghi, ma non sono buoni narratori. Le agenzie di comunicazione, dal canto loro, non dispongono sempre delle risorse umane o economiche per andarsi a cercare queste storie.

Contenuto: la differenza principale tra una comunicazione profit ed una no profit risiede proprio nel contenuto. In un mondo caratterizzato da un eccessivo ricorsa ai mass media, la gente si sofferma poco sulle singole proposte. Occorre allora creare una risonanza emotiva che sappia mostrare ogni singolo destinatario del messaggio come agenti attivi di cambiamento, favorendo l’empatia ed ispirando il sostegno.

Tecnologia: l’ubiquità digitale ha ormai escluso la “taglia unica” per la comunicazione. Non esiste più uno strumento (come in passato la televisione) che possa bypassare tutti gli altri. Le agenzie di comunicazione devono munirsi di esperti in consulenza marketing  per il non profit che possano studiare i flussi di mercato sulle diverse piattaforme esistenti, individuando di volta in volta quella giusta.

Valutazione: occorre valutare e misurare l’impatto della narrazione, cosa che puntualmente le agenzie di comunicazione non provvedono a fare. In questo modo però si rallenta la crescita complessiva delle conoscenze nel campo della comunicazione per il no profit, procedendo a tentoni, spesso senza imparare dai propri errori.

In questi cinque punti, secondo gli esperti, sono contenuti i passi da correggere nella comunicazione sociale per elevare la neonata strategia comunicativa dello storytelling in una scienza della comunicazione vera e propria. Un passaggio indispensabile, se si vuole avvicinare le persone dei paesi sviluppati a bisogni e emergenze dei paesi in via di sviluppo o a categorie di persone disagiate. Gli strumenti tecnici per farlo adesso ci sono, e anche le storie e le persone che le custodiscono, sono alla nostra portata. Bisogna soltanto mettere in relazione questi elementi.

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