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Rendicontazione e relazione di missione

Rendicontazione e relazione di missione

 

Il rendiconto annuale per le associazioni culturali è uno degli obblighi da soddisfare per poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Non si tratta di un documento complesso, ma è opportuno essere organizzati.

La rendicontazione richiesta alle associazioni dall’agenzie delle entrate è prevista dalla legge 289 del 2002. In essa si chiede di specificare con la massima trasparenza tutte le entrate e le uscite sostenute dall’associazione durante l’anno sociale. La compilazione dovrà tener conto di voci analitiche precise nelle quali saranno riportati i dati riferiti alle voci sostenute dall’associazione, quali quote associative, lasciti, spese del personale, fitto dei locali e via dicendo.

Si tratta di un vero e proprio bilancio annuale onlus, seppur decisamente semplificato. Il punto fondamentale è garantire a tutti i soci la trasparenza nell’utilizzo dei fondi, e a tal fine è buona norma esporre, a rendicontazione approvata (dall’Assemblea dell’Associazione), il documento in sede associativa. Il Direttivo ha inoltre il compito di stendere una relazione di missione, ovvero un documento firmato dall’Assemblea, ove vengano riportate le attività svolte durante l’anno, le attività ed i progetti.

Si tratta di un documento non esplicitamente previsto dalla legge, ma che risulta sempre molto utile in quanto è talvolta espressamente richiesto per partecipare ai bandi di gara istituzionali. La relazione sociale, come viene anche definita la relazione di missione, svolge inoltre un compito all’interno dell’Associazione culturale ridefinendo l’orientamento della mission della stessa, in linea con quanto previsto nello statuto.

La rendicontazione per un’Associazione culturale non è affatto un compito complicato, e se si ha una minima dimestichezza con gli aspetti fiscali non ci sarà bisogno di rivolgersi ad alcun professionista, questo almeno per le realtà associative più piccole. L’importante però è farsi trovare organizzati. Sarà per questo motivo opportuno munirsi, durante l’anno, dei fogli di cassa periodici, nei quali verranno riportati con scadenza variabile, tutti i movimenti di cassa dell’associazione. Sarà importante sin da questo punto però operare una distinzione tra l’attività commerciale (se c’è) e quella istituzionale, ovvero un conto sono le entrate delle quote associative, un altro saranno quello delle entrate per la vendita al pubblico di prodotti.

Operare questa distinzione è importante perché dovrà essere mantenuta anche in sede di rendicontazione. Per snellire questi passaggi sono molto diffusi alcuni software per la rendicontazione, esplicitamente rivolti alle associazioni. Si tratta di programmi estremamente semplici, spesso su base Excell di Office, ma che, utilizzati con criterio, possono offrire un ottimo aiuto per curare il proprio bilancio. Altri invece si interfacciano direttamente con database presenti sulla rete, ma a differenza dei primi, che sono perlopiù gratuiti e si scaricano da internet, questi ultimi possono prevedere un canone annuale, offrendo però servizi integrati quali un esperto on line e la possibilità di accedere a tutta la modulistica.

L’importante, qualora si scelga un software per adempiere alla propria rendicontazione, sarà quello di non fare marcia indietro a metà del cammino. La confusione tra le varie carte, vecchie e nuove, potrebbe rivelarsi alla lunga un bel problema per ricostruire l’intero anno sociale.

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