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Se le associazioni di volontariato rimettono a nuovo le stazioni

Se le associazioni di volontariato rimettono a nuovo le stazioni

Quando le associazioni di volontariato arrivano in stazione, possono realizzare progetti sociali con ottime ricadute sul territorio. L’accordo tra Rete Ferroviaria Italiana e Centri di Servizio per il Volontariato ha cominciato infatti ad assegnare le prime stazioni dimesse alle associazioni di volontariato in linea con il piano per la riqualificazione e la riorganizzazione del patrimonio immobiliare FS.

Il progetto prevede la possibilità di concedere tramite contratti di comodato d’uso, l’utilizzo degli stabili delle stazioni ferroviarie impresenziate alle associazioni per la realizzazione di progetti sociali che abbiano ricadute positive sul territorio. Le stazioni destinate a questo progetto sono circa 1.700 in tutta Italia, e di queste circa 480 sono state già assegnate, con una concessione complessiva di circa 79.000 mq di superficie.

Le associazioni di volontariato e le Odv che intendono fare richiesta per ottenere tali spazi dovranno presentare una richiesta al CSV competente per territorio, attraverso una “Dichiarazione d’Interesse” che verrà successivamente valutata dal CSVnet ( che è il referente per RFI e FS nella gestione degli immobili dati in comodato d’uso) e quindi sottoporrà la richiesta al Comitato di Valutazione (CdV) che valuterà se i progetti sociali proposti siano in linea con le finalità e con i contenuti del Protocollo d’Impresa di RFI e FS. Questa operazione dovrà essere valutata in un tempo di 30 giorni, oltre alle verifiche di effettiva disponibilità dell’immobile che richiederanno altri 15 giorni.

In caso di definitiva approvazione, l’impresa sociale che avrà fatto domanda sarà informata automaticamente dal CSV territoriale entro 30 giorni.

Lo schema per la presentazione del progetto deve prevedere un project management  nel quale si andranno ad illustrare non soltanto le attività che si intende svolgere nei nuovi spazi, ma anche una valutazione degli interventi necessari per rendere i locali delle stazioni idonei, l’analisi del budget e delle risorse finanziarie, oltre che la pianificazione di una tempistica per l’avvio del progetto proposto. Lo stato di abbandono di molte stazioni impresenziate costringerà ad operare interventi non proprio marginali, ma in molti altri casi i locali si trovano già quasi nell’immediata disponibilità. Per conoscere l’elenco delle stazioni ed il loro stato di conservazione (ma questa indicazione non è sempre attendibile, vista la mole degli immobili), si può consultare direttamente l’elenco al sito del CSVnet.it, ove è anche possibile accedere a tutti i moduli ed alle Dichiarazione d’Interesse.

Il patrimonio ferroviario dismesso è ancora enorme, ciò nonostante le associazioni di volontariato che intendessero avvalersi di questa opportunità dovrebbero cominciare immediatamente a valutare la struttura da prendere in gestione, per vicinanza, per grado di conservazione o perché indicata per un determinato progetto sociale, tenendo presente che la presa in tutela dell’immobile sarà comunque a carico del CSV territoriale di riferimento il quale “girerà” poi all’associazione la disponibilità del bene.

Insomma il treno del terzo settore sta arrivando anche nelle più remote stazioni della provincia italiana, con la prospettiva di riqualificare e rivalutare luoghi ormai quasi completamente dimenticati. Per le associazioni no profit che operano in province quasi completamente prive di spazi disponibili per progetti sociali, occorre assolutamente non perdere questo treno.

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