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il fundraising nell economia digitale

Il fundraising nell’economia digitale

I nuovi strumenti per i pagamenti digitali stanno cambiando radicalmente l’economia globale e i suoi equilibri. Anche il fundraising per le associazioni no profit rientrerà in questa rivoluzione totale degli strumenti e delle strategie per le nuove campagne di raccolta fondi.

I nuovi strumenti dei Social stanno cambiando il concetto stesso della donazione, rendendo il fundraising una pratica decisamente più “partecipativa”. Il ripensamento profondo delle nostre abitudini e dei nostri stessi sentimenti, dovuto alla comparsa dei Social, è entrato già da qualche anno anche in una fase di ripensamento globale della microeconomia domestica, ovvero di quella che si suole ancora definire “di portafoglio”, che regola gran parte delle donazioni e sulla quale fa leva ogni raccolta fondi.

La strategia di comunicazione per il terzo settore applicata sin qui per la raccolta fondi potrebbe risultare completamente obsoleta già nel giro di pochi anni. Si tratta allora di intercettare immediatamente le nuove leve concettuali della donazione on line e costruire per la propria onlus una gestione contabile che sia concepita per rispondere ai nuovi equilibri del fundraising.

L’acquisizione di sistemi informatici sempre più sicuri e la maggiore velocità nelle operazioni di transizione economica permette ai nuovi tools di Facebook di memorizzare i dati delle carte di credito – degli utenti che hanno deciso di registrarli – consentendo così al denaro elettronico di essere maneggiato con la stessa velocità di quello contante, ma con possibilità di scelta decisamente maggiori. Insomma il trasferimento digitale dei pagamenti in contanti è sull’orlo di un cambiamento radicale.

Le associazioni no profit che intendono investire su questo punto della raccolta fondi sui Social dovrebbero allora munirsi di una conoscenza pratica di tali strumenti (iniziando dal pulsane per la donazione sulla pagina Fb) e soprattutto di una strategia di comunicazione che tenga conto delle attività di fundraising con le quali saranno chiamate a confrontarsi nel mercato delle donazioni. Nessuno vorrà stare fermo a guardare alla finestra e la “competizione” tra le associazioni no profit sarà senz’altro la nuova selezione naturale per le associazioni del Terzo settore.

Questo è infatti il punto più urgente da tener in considerazione; il Social fundraising potrebbe imporsi come l’elemento economico capace di incidere sino al 90% nella raccolta fondi di una onlus in un futuro prossimo, ovvero quando le transizioni economiche dei Social saranno capaci di incidere sul piano economico degli acquisti e delle scelte della nostra giornata. Per avere un’idea di questo passaggio, ormai irreversibile e ampiamente tracciato anche per il Terzo Settore, potrebbe bastare paragonare il fatturato odierno delle piattaforme di e-commerce (come Amazon, Woocommerce e altri) con quello di dieci anni fa.

Si tratta allora per le associazioni no profit di sapersi adeguare e costruire gli strumenti e le conoscenze adeguate. Mai come ora la consulenza marketing per il no profit può rivelarsi fondamentale per costruire la struttura stessa delle imprese sociali e fornirle gli strumenti necessari per intercettare le nuove scommesse che si aprono con un fundraising globale, capace cioè di recuperare potenziali risorse in ogni luogo del pianeta, o quanto meno per ogni indirizzo IP.

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