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Una buona pratica per le associazioni no profit in 180 secondi

Fino a giovedì (a mezzanotte) sarà possibile esprimere la propria preferenza tra gli oltre cento filmati che si propongono di illustrare e divulgare una buona pratica per il sociale. Il progetto “Una storia con il Sud” è giunto così alla sua ultima fase, dove una giuria di Qualità (tra gli altri, Carlo Verdone, Maria Grazia Cucinotta, Isabella Aguilar) si esprimerà sull’operato dei video maker che hanno aderito all’iniziativa.

L’iniziativa promossa dalla Fondazione con il Sud e rivolta alle associazioni no profit e ai videomaker intende promuovere e dare visibilità alle buone pratiche presenti nel mezzogiorno.

Fino a giovedì (a mezzanotte) sarà possibile esprimere la propria preferenza tra gli oltre cento filmati che si propongono di illustrare e divulgare una buona pratica per il sociale. Il progetto “Una storia con il Sud” è giunto così alla sua ultima fase, dove una giuria di Qualità (tra gli altri, Carlo Verdone, Maria Grazia Cucinotta, Isabella Aguilar) si esprimerà sull’operato dei video maker che hanno aderito all’iniziativa. Nella prima fase, infatti, si chiedeva alle associazioni no profit di proporre le proprie storie di buone pratiche, sulle quali poi sono stati costruiti dei filmati, della durata massima di 3 minuti.

La giuria di Qualità non sarà la sola a valutare il lavoro proposto, ma nell’ambito di una comunicazione sociale per il no profit, anche la giuria popolare potrà esprimersi, attraverso l’utilizzo dei social media dove è possibile guardare tutti i video del contest presentati. Si tratta di un progetto ben organizzato che destinerà anche un discreto bottino ai vincitori (circa 15.000 euro), con premi tra i 4.000 e i 1.500 euro.

Ma al di là dei premi, che rendono indubbiamente ricca la competizione, la visibilità resta il vero valore aggiunto di questo progetto. La possibilità di poter avere un quadro parziale, ma rappresentativo, di molti progetti sociali impegnati su territori spesso periferici e quindi lontani dai circuiti di diffusione, fa saltare immediatamente all’occhio un interessantissima considerazione.

Se è ormai consuetudine, per le associazioni del terzo settore, parlare di storie interessantissime e dai contenuti originali, la prima constatazione è il livello estremamente elevato dei prodotti video presentati. Non solo nella qualità specificamente tecnica dell’utilizzo del mezzo filmico (prodotto della sensibilità del video maker), ma anche nell’impostazione dei contenuti, nella loro organizzazione, tenendo sempre ben presente che l’unico vincolo espresso dalla Fondazione era proprio quello di non scavallare il tempo massimo di 180 secondi.

Una durata, questa, perfettamente in linea con quelli che sono i canali di diffusione di questi prodotti, ovvero i social media, nei quali è importante contenere, anche una comunicazione sociale, in tempi decisamente fruibili. E infatti, la quantità dei contatti sta dando ragione alla scelta, che così si sta dimostrando perfettamente riuscita anche nei termini della diffusione e della consapevolezza delle buone pratiche attraverso la rete.

Le associazioni no profit che hanno aderito all’iniziativa sono sempre ben riconoscibili, e il mosaico che ne viene fuori è davvero uno spaccato di terzo settore, con progetti sociali per anziani, attività sportive di inclusione, o interventi di rivalutazione delle bellezze paesaggistiche da parte delle associazioni culturali.

Sino alle 24 di giovedì 24 luglio sarà possibile dare il proprio voto (con un semplice “mi piace”) ai progetti sociali ed alle associazioni no profit più meritevoli andando alla pagina Facebook della Fondazione. Anche questa, nel suo piccolo, è una buona pratica da condividere.

 

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