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Pratiche di ordinario crowdfunding a stelle e strisce (part II)

Gli Stati Uniti sono all’avanguardia del crowdfunding e nell’innovazione social nel no profit. Ma si possono incontrare anche strategie di raccolta fondi  stravaganti e originali; con numeri ragguardevoli…

Il no profit di queste realtà è quasi sempre all’opposto dell’immaginario comune del no profit americano; piccolo, fortemente attaccato ai propri territori e senza un dollaro (o quasi). Gli resta tuttavia la connessione internet con la quale interfacciarsi con una popolazione ben alfabetizzata sotto l’aspetto web (sono pur sempre americani…) e sapere, dal profondo della propria pancia, cosa sono e cosa vogliono gli americani. Anche quelli con i quattrini.

Le sorprese a stelle e strisce…

Spulciare la rete alla ricerca delle strategie di crowdfunding di queste piccole realtà ben saldate nel centro degli Stati Uniti dà modo di imbattersi in un rovescio della medaglia dove, al netto di tutte le strategie di comunicazione, della scienza esatta dei numeri e dei profili dei consumatori analizzati sino all’ultimo dettaglio, il banco del terzo settore americano e di tutto il no profit statunitense “salta” e torna più umano dell’umano; in una parola, torna americano.

Ci si può imbattere allora in eventi organizzati da piccole associazioni (spesso si tratta anche delle piccole comunità che sorgono intorno alle chiese) che dimostrano che anche senza lanciarsi in sofisticati calcoli analitici, a volte basta mirare direttamente alla pancia del paese per ottenere i numeri giusti.

E la pancia degli americani, si sa, è particolarmente sensibile a certi richiami e così ecco che una delle strategie di crowdfunding più utilizzate dalle piccole associazioni per costruire la propria campagna di raccolta fondi sono i tornei di barbecue, dove potersi iscrivere (pagando la propria quota) e competere con i propri vicini di quartiere, o accontentarsi di fare da giudice, prendendo la propria porzione (pagando la propria quota) e passando così una domenica pomeriggio tra i fumi e gli arrosti. Per i fundraising più strutturati c’è anche la possibilità di accoppiare questo evento con una degustazione di vini, ma si tratta già di una sciccheria.

L’importante è avere i numeri giusti…

Queste soluzioni, che coniugano perfettamente le domeniche fieristiche delle campagne americane con lo spirito di partecipazione e di donazione per una giusta causa, possono apparire indubbiamente come delle caotiche e frastornanti celebrazioni della middle class americana, e lo sono davvero, tuttavia pur non disponendo delle analisi di calcolo dei sofisticati manager newyorkesi o californiani per il no profit, offrono una soluzione efficace al loro problema; quello di reperire i fondi necessari per rifare il tetto della chiesa, per organizzare il pulmino della scuola o per dare sostegno alle famiglie travolte dalla bolla finanziaria, quella si, prodotta dai cervelli di Manhattan.

E ci si può anche imbattere in eventi davvero straordinari, che uniscono anche qui due passioni forti degli americani; il bingo e la vacca. Alcuni eventi fundraising infatti prevedono una lotteria, segnando le caselle direttamente su un prato, opportunamente recintato. Una vacca viene posta a pascolare e sarà essa stessa a decretare il numero estratto, in base a dove andrà a cadere il frutto della sua assimilazione digestiva; gli americani la chiamano Cow Pie, ovvero Torta di vacca. Ma i numeri vanno a ruba e l’associazione è salva. Le vie del crowdfunding sono davvero infinite…

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