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Fundraising ed e-commerce

Fundraising ed e-commerce

La possibilità di reperire fondi per le associazioni onlus trova un innovativo, quanto imprevisto punto di forza tra le maggiori piattaforme dell’e-commerce e delle aste. Con una visibilità straordinaria.

Le aste di beneficenza sul noto portale di Ebay sono ormai già cosa nota nel mondo delle organizzazioni no profit, tanto che esse stesse stanno ormai utilizzando il meccanismo dell’asta come strategia di comunicazione per le proprie cause, oltre che per una raccolta fondi. L’immenso bacino di utenza di queste piattaforme infatti dà la possibilità di raggiungere un’altissima visibilità, quando l’asta è ben pianificata.

È questo ad esempio stato il caso delle aste che hanno coinvolto la onlus AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e, lateralmente rispetto al terzo settore, l’Università di Padova. Le loro aste, promosse sul sito Ebay, hanno raggiunto la ragguardevole cifra di oltre otto mila euro per il manoscritto di un brano di Fabrizio De Andrè, o ben 38 mila euro per una tuta utilizzata da Valentino Rossi. Si tratta qui di esempi illustri, che facilmente hanno attirato l’interesse del pubblico, facendo lievitare un’asta che partiva comunque sempre da 1 euro, ma l’interesse per le aste di beneficenza ne ha certamente giovato.

Molte associazioni no profit si sono infatti organizzate per proporre aste nelle quali venivano battuti oggetti molto meno vistosi, ma con il preciso intento di cercare di raggiungere il maggior numero possibile di visite, e quindi con una spiccata strategia di comunicazione  volta soprattutto alla diffusione del proprio operato e con un ritorno di immagine molto positivo.

Un altro caso analogo di fundraising tra e-commerce e mondo del no profit, seppur con fondamentali differenze metodologiche, è la recente apertura del colosso della vendita on-line Amazon verso le associazioni no profit.  Sul maggiore sito di e-commerce (75 mld di dollari di fatturato e 90 mila dipendenti) è adesso possibile indicare un’associazione no profit da una lista di associazioni certificate dalla Charities Aid Foundation al quale Amazon dedicherà lo 0,5% degli importi eseguiti dal cliente.

L’iniziativa, denominata “Gift a smile” (regala un sorriso), permette ad Amazon di operare quel inevitabile avvicinamento tra aziende profit e il mondo del no profit , indispensabile per poter eticamente esistere ancora nel mercato capitalistico, come dimostra la stessa scelta del packaging destinato a chi effettuerà acquisti in questa modalità (sottolineato con un pacco speciale dove è stilizzato un sorriso), ma dall’altro lato permette a realtà spesso molto più piccole di accedere ad un numero di possibili sostenitori davvero ragguardevole. Insomma, le nuove linee del fundraising, sembrano passare anche dall’e-commerce.

http://bshsptsa.com/amazon-gift-wrap-with-a-smile-fundraising-program/

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