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Le buone pratiche per un’efficace strategia di comunicazione per il terzo settore

Una strategia di comunicazione efficace comprende la messa in campo sinergica di più strumenti multimediali e non solo: dal sito web al logo, alla newsletter per fidelizzare le persone che si rivolgono alla onp, alla pubblicità su radio, tv, stampa cartacea, web, alle strategie di condivisione sui social network per diffondere le informazioni.

Oggi il terzo settore comincia finalmente a capire l’importanza di adottare una strategia di comunicazione mirata che faccia conoscere a tutti, dai media, agli investitori, alla gente comune, l’importanza del suo operato a livello sociale.

Il terzo settore abbraccia una serie di associazioni onlus e no profit che operano in tantissimi campi, dallo sport alla salute, dalla riabilitazione alla raccolta fondi per cause umanitarie e non solo. Le strategie di comunicazione per il terzo settore sono mirate a far conoscere alla gente e ai media il loro operato, teso nella maggior parte dei casi a migliorare la qualità della vita offrendo opportunità di crescita sociale e culturale a livello territoriale, agendo cioè anche nei luoghi dove si accusa una sostanziale carenza di servizi culturali ed educativi.

Adottare una buona strategia di comunicazione per un’associazione no profit è fondamentale: farsi conoscere vuol dire anche aiutare la gente a compiere una scelta, ad esempio quella di destinare il nostro 5×1000 e di attirare o meno investitori e sponsor per progetti sociali importanti da attuare a breve termine.

Una strategia di comunicazione efficace comprende la messa in campo sinergica di più strumenti multimediali e non solo: dal sito web al logo, alla newsletter per fidelizzare le persone che si rivolgono alla onp, alla pubblicità su radio, tv, stampa cartacea, web, alle strategie di condivisione sui social network per diffondere le informazioni.

Oggi da una recente indagine realizzata su 84 associazioni no profit ( “Logo no profit”), nella maggior parte dei casi( 77 onp) manca un progetto di identità visiva: questo vuol dire che nell’azione comunicativa delle associazioni non c’è un progetto comune e una coerenza e coordinazione di intenti. Tutto questo spesso inficia in maniera negativa sul messaggio da veicolare e sulla sua efficacia e potenza comunicativa.

Le strategie di comunicazione per il terzo settore devono essere mutuate dal marketing senza timore di “sporcarsi le mani”, anzi, agendo sul concetto di branding e portando avanti un’azione di comunicazione “integrata, unificata e riconoscibile”. Il messaggio deve essere chiaro, di impatto, forte ed arrivare dritto al cuore ed alla testa della gente. Questo lo si può fare, poi, scegliendo l’ironia oppure un registro più drammatico ed emozionale. Questo dipende dal tipo di organizzazione non profit e dalla sua “reasion why”.

In sostanza, si può agire sul senso di responsabilità sociale e sulla necessità di spendere meno e meglio il proprio denaro, su una spesa più “etica” e sostenibile e così via. A seconda del caso è possibile elaborare per ogni singola associazione no profit comprese le ong una strategia di comunicazione mirata ed efficace, in linea con il target a cui la onlus è diretta.

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