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Daje Marche: la puntualità dell’e-commerce e la velocità del no profit

Il progetto di avvio della no profit Daje Marche nato a sostegno delle imprese delle zone colpite dal terremoto di un anno fa, è l’esempio di come i tempi di reazione del no profit sono completamente diversi da quelli della pubblicità.

In nove mesi di attività il progetto no profit Daje Marche è riuscita a rimettere in circolo tra le aziende colpite dal terremoto quasi 350.000 euro; di questi però quasi 300.000 solo nel primo mese. Per un progetto che solo venti giorni prima del lancio non esisteva nemmeno sulla carta…

L’idea di mettere in relazione le eccedenze dell’invenduto per le imprese colpite dal terremoto dell’area marchigiana di un anno fa, ha fatto scattare l’idea ad un architetto trentenne l’idea di costruire una piattaforma di e-commerce per concentrare le diverse produzioni (circa un centinaio) di trenta aziende del territorio.

Anziché utilizzare gli strumenti propri di una piattaforma di e-commerce, quali quelli della pubblicità, i canali per la strategia di comunicazione si sono orientati necessariamente su quelli della solidarietà e del no profit, seguendo gli stessi avviati già per la costruzione del progetto stesso.

Per costruire un’economia sociale

Il reclutamento degli oltre 130 volontari tra fotografi, web designer, social manager, programmatori e grafici è avvenuto direttamente sui canali social e ha prodotto in due settimane la piattaforma di e-commerce per “evadere” le merci stipate nei magazzini e destinate, senza un intervento immediato, ad andare perse.

Ai primi di novembre nasce così la no profit Daje Marche che nel suo primo mese di vita ha fatto registrare numeri davvero importanti con 24.000 sostenitori alla pagina social, 2.000 clienti e 13.000 scatole confezionate per le consegne per il solo periodo novembre-dicembre, per un realizzo di circa 300.000 euro per le trenta imprese coinvolte.

Numeri agevolati indubbiamente dall’attenzione mediatica per le zone colpite dal terremoto (accaduto però già tre mesi prima) e soprattutto dalla capacità di essere veloci, rapidi nel non perdere il treno del periodo natalizio. Insomma logiche economiche vecchie e nuove, che si sono intrecciate in modo tale da permettere un exploit di incredibile impatto, di mercato quanto di solidarietà.

Oggi la no profit Daje Marche è una realtà che ha già pianificato le risorse necessarie per il mantenimento del suo quartier generale per i prossimi due anni, costruendo in tele periodo, si spera, un impianto strutturale per l’economia del territorio.

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