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agricoltura e cooperative sociali

Agricoltura e Cooperative Sociali

Dopo l’approvazione della legge quadro entrata in vigore nell’agosto 2015, continua a crescere l’attenzione sulle realtà del terzo settore nell’agricoltura sociale. In Italia sono più di 3.000 le cooperative sociali che sposano la cura della terra con la cura della Persona. Un nuovo bando rilancia ulteriormente il comparto.

È stato presentato allo scorso “Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli”, istituito da Confagricoltura e la onlus Senior L’età della Saggezza, il bando di gara per incentivare progetti di agricoltura sociale. “Coltiviamo agricoltura Sociale” premierà con 50.000 euro il miglior progetto presentato da cooperative sociali o altre realtà no profit, intendendo in questo modo tenere alta l’attenzione e lo sviluppo di un comparto che si sta comportando molto bene all’interno del terzo settore.

Le stime dell’agricoltura sociale parlano di circa 30.000 occupati con un fatturato che supera i 200 milioni di euro. Ma l’attenzione verso le fattorie sociali è anche frutto di un’innovazione sociale particolarmente attenta ad una attività terapeutica assolutamente trasversale nel panorama delle patologie delle persone svantaggiate.

Non si tratta semplicemente di cooperative sociali di tipo b, ovvero di realtà che utilizzano al loro interno personale svantaggiato, ma di veri e propri incubatori dove vengono sperimentate tecniche di inclusione e di inserimento lavorativo in perfetta risposta ai territori.

Anche il quadro di intervento clinico è estremamente variegato con progetti sociali rivolti a gli anziani (come nel caso degli orti urbani), ai bambini (fattorie didattiche), all’inclusione dei rifugiati o dei richiedenti Asilo, al reinserimento lavorativo di ex detenuti grazie all’accordo di programma con gli istituti di pena.

Ancora, sulla base del pluridecennale impegno delle cooperative sociali che operano nell’agricoltura con persone afflitte da disabilità psichica, negli ultimi anni molti studi e pubblicazioni scientifiche hanno posato l’attenzione sulla relazione tra il lavoro agricolo e la disintossicazione da tecno stress, ovvero tutte le forme patologiche di dipendenza digitale, aprendo in questo modo un interessante squarcio su quello che potrebbe essere uno dei comparti di maggior espansione per il futuro dell’agricoltura sociale.

La forte vivacità delle associazioni e cooperative sociali che operano nell’agricoltura sociale non è tuttavia casuale ma si inserisce in un disegno europeo più ampio dove questo l’innovazione sociale nell’agricoltura viene premiato con fondi europei e con finanziamenti per progetti sociali che rappresentano una parte considerevole dei fondi messi a disposizione per il terzo settore. La legge quadro del 2015 del resto fu resa proprio necessaria per riconoscere e permettere alle realtà del settore di poter accedere a tali fondi.

Nella stessa ottica si inscrive anche questo bando istituito da Confagricoltura e che vede anche la partecipazione di Intesa San Paolo e Fattorie Sociali. Una piattaforma web permette, a chi è interessato, di inserire il proprio progetto e di avviare l’iter per la selezione. Il 40% dell’importo del premio sarà erogato al via del progetto al quale seguirà il seguito, sulla base dell’avanzamento dei lavori.

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