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Strategia di comunicazione

Live chat e strategia di comunicazione per il no profit

Sempre più utilizzate nell’ambito del customer care, la strategia di comunicazione delle live chat rappresentano il luogo di massima aderenza tra produttore e consumatore; quali vantaggi ne può trarre il no profit?

Ormai anche la politica si muove sempre più su quello che sembra essere il modo migliore per entrare in contatto con le persone, proponendo un’immagine priva di “filtri”, sia linguistici quanto formali, e presentandosi come la forma comunicativa più vicina alla trasparenza; la strategia di comunicazione delle live chat, pur veicolando un massiccio rapporto di marketing tra le parti, sembra riuscire a fare breccia tra il complesso pubblico dei social.

Il live chat di Facebook si pone sempre  più come una strategia di comunicazione capace di attrarre numeri di tutto rispetto, specialmente in Italia.

Tuttavia per utilizzarlo al meglio le aziende “for profit” non possono fare altro che ricorrere a strategie laterali alla propria produzione, con un inedito effetto “carosello” dove il produttore non pubblicizza più il proprio prodotto, ma un “format”.

Il vantaggio della strategia di comunicazione no profit

Sotto tale aspetto gli enti no profit si trovano ad avere un vantaggio rispetto alle imprese for profit; avere uno scopo dichiarato, e perseguirlo senza dover percorrere strategie alternative.

La differenza tra un donatore ed un consumatore sta proprio qui, nella consapevolezza dell’obbiettivo; il problema comune resta però quello di accedere ad un pubblico sempre maggiore, e per fare ciò occorre una strategia di comunicazione per il no profit che possa cogliere potenziali donatori su un pubblico trasversale, aperto a diverse variabili.

Le live chat consentono di raggiungere questo obbiettivo, intercettando in tempo reale un pubblico potenzialmente ”lontano”, perché disomogeneo, ma con uno strumento che consente di azzerare immediatamente questa distanza.

Le associazioni e gli enti no profit possono in questo modo trarre enormi benefici per raccontare le proprie campagne, il bisogno di reperire fondi, con costi di investimento a dir poco irrisori.

Il pericolo dell’inflazione comunicativa

Tuttavia non sono tutte rose e fiori; le live chat sembrano pagare il prezzo della loro immediatezza con una soglia piuttosto alta di inflazione comunicativa.

Il rischio non è di poco conto per le associazioni no profit; non appena le campagne pubblicitarie cominciano a rendersi monotone, le aziende possono sempre cambiare prodotto, aggredendo il pubblico con nuovi squilli di trombe, mentre lo stesso non lo si può dire per un progetto sociale.

La strategia di comunicazione per il no profit legata alle live chat allora sembra non poter prescindere dall’intervento mirato, focalizzato su specifici e precisi progetti, mentre appare pericolosa se utilizzata per divulgare, magari abbassando l’intensità linguistica e di messaggio, la mission di un’associazione no profit.

 

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