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Terzo settore, l’esempio inglese degli sgravi fiscali al 30%

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Oggi in Inghilterra investire nel Terzo settore conviene: non solo per gli sgravi fiscali che il governo inglese ha annunciato di applicare su chi investe nelle cooperative sociali e registrate “di interesse comunitario” ma anche per l’erogazione di fondi nei prossimi cinque anni pari a 500 milioni di sterline.

 

Per chi investe nel Terzo settore il governo inglese ha annunciato sgravi fiscali per il 30%, mentre in Italia non ha ancora preso ancora il via definitivo la riforma dedicata al tutte le associazioni onlus e  che operano nel settore del volontariato portando avanti spesso progetti sociali di grande importanza ed impatto a livello territoriale.

Oggi in Inghilterra investire nel Terzo settore conviene: non solo per gli sgravi fiscali che il governo inglese ha annunciato di applicare su chi investe nelle cooperative sociali e registrate “di interesse comunitario” ma anche per l’erogazione di fondi nei prossimi cinque anni pari a 500 milioni di sterline.

L’Inghilterra ha semplicemente compreso che i tempi sono maturi per una vera esplosione degli investimenti sociali che vantano gli stessi vantaggi delle tradizionali tipologie di investimento. Inoltre, investire nel sociale è oggi più che mai una strategia legata anche alla comunicazione aziendale. Le cooperative sociali, in Inghilterra chiamate Benefit Society e la charities saranno le prime a beneficiare di sgravi e fondi: lo scopo del piano annunciato dal governo inglese è quello di rendere le cooperative onlus inglesi attrattive al pari di tutte le altre.

Per cominciare gli sgravi saranno applicati ai piccoli investimenti e i settori di attività su cui sarà possibile investire saranno determinati dal piano. Quello che ora manca è una strategia di comunicazione mirata alla diffusione a 360° di una simile opportunità per convogliare investimenti e creare sviluppo economico.

Ritornando, invece, alla situazione italiana, il sottosegretario Bobba ha annunciato di recente al Meeting di Rimini 2014 dal tema: “Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, che la legge delega sul Terzo settore dovrebbe diventare riforma vera e propria entro l’anno.

I punti fondamentali della legge dovrebbero essere 7, tra cui spicca la volontà di attuazione del principio di sussidiarietà,  la sburocratizzazione delle procedure,  la riduzione ad un registro nazionale unico di tutti gli elenchi che servono a censire le organizzazioni no profit, il riordine della legislazione che regola ed uniforma vari aspetti relativi al Terzo settore, il servizio civile. La volontà di semplificare ed uniformare aspetti fiscali e legislativi inerenti al terzo settore c’è, staremo a vedere come e quando la riforma sarà messa realmente in pratica, dando a tutti gli effetti un po’ di respiro agli addetti ali lavori.

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