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Strategie web e social per associazioni no profit

Forse i social non hanno cambiato il mondo, ma la nostra giornata sicuramente si. Quanto ha inciso il loro impatto nel piano di comunicazione per le associazioni no profit? Ha ancora senso, per una Onlus, avere un proprio sito internet?

Fino a dieci anni fa, prima dei social, le associazioni no profit (ma non soltanto loro) facevano l’ingresso nel web attraverso la creazione del sito internet. L’avvento dei social ha totalmente capovolto l’ordine dei fattori per cui oggi l’effettiva convenienza di avere un sito internet della propria associazione viene messa in dubbio da molti. Ma è davvero così che stanno le cose? A cosa serve, oggi, avere un sito internet, quando si può agilmente gestire una pagina social?

Cominciamo innanzitutto dal punto focale; una pagina social è gratuita, mentre la creazione di un sito internet comporta una serie di spese inderogabili (costi di hosting, mantenimento del dominio) e altre opzionabili (grafica, contenuti, etc.). Già questo primo elemento dovrebbe far immediatamente riflettere al fatto che si parla di due strumenti molto diversi, con finalità e strategia differenti.

Per un’associazione no profit poi, a differenza di un’impresa privata, entrano in gioco anche altri fattori, come quello della comunicazione istituzionale. La necessità di avere un sito internet per un’organizzazione no profit spesso diviene fondamentale quando l’associazione stessa deve comunicare con le istituzioni.

Sotto il profilo tecnico non è obbligatorio inquanto i canali di comunicazione istituzionale (come ad esempio la pec) non necessitano per forza di essere “agganciati” ad un sito di riferimento, ma la possibilità di avere uno spazio “proprio” sul web aiuta molto la riconoscibilità della propria associazione nella comunicazione istituzionale.

Il motivo non è semplicemente pubblicitario, ma ha a che fare con la trasparenza di un’associazione, requisito necessario per ogni interazione istituzionale. Un dominio web può essere anche richiesto al momento della registrazione onlus all’agenzia delle entrate e gli stessi costi di gestione di un sito internet possono beneficiare delle agevolazioni fiscali per il no profit.

Vi sono poi aspetti secondari, ma non meno trascurabili, per determinare il sito web, e non la pagina social, come elemento di trasparenza sull’operato della propria organizzazione; se è vero che anche qui, tecnicamente, il bilancio annuale onlus può essere pubblicato anche sulle pagine social, non abbiamo mai trovato alcuna associazione no profit che lo abbia fatto sino ad ora, mentre è usuale trovarlo nei siti di riferimento, così come l’atto costitutivo associazione.

Un sito internet, tuttavia, è un materiale “pesante” da manovrare. Oltre ai costi di attivazione comporta anche costi di gestione e dunque alla fine si sarà spesa una certa somma senza averne ancora investito un solo euro in visibilità. Lo definiamo come materiale “pesante” proprio perché funziona con leve diverse rispetto una pagina social, e questo vale soprattutto per la visibilità.

Il posizionamento dei siti internet sui motori di ricerca ha logiche molto complesse, ma la longevità e il numero di visite danno sempre i maggiori coefficienti per “risalire la china”. Si tratta di un lavoro lento e costante dell’utilizzo di tecnologie applicative (SEO) che tuttavia ripaga dei propri sforzi. Ed è qui che entrano in ballo le pagine social.

Facendo un esempio possiamo definire la presenza di un’azienda sul web come un aeroplano in volo. I motori e la fusoliera sono le parti “pesanti” (i carichi sospesi) mentre le ali rappresentano le deportanze che permettono il decollo, e dunque sono le parti “leggere”.

Le pagine social sono esattamente questo, sono cioè le “ali” che si devono costruire intorno alla fusoliera per permettere il “volo” del proprio apparecchio (il sito internet, la propria riconoscibilità sul web) che tuttavia, se non è stato ben costruito sarà destinato a fare poca strada.

Ma se tutte le parti sono ben assemblate tra loro, cioè se il sito verrà aggiornato con costanza con contenuti validi e poi veicolati e amplificati dalle pagine social collegate ad esso, allora la vostra associazione no profit sarà pronta al decollo.

Affidarsi unicamente alle pagine social è come volare in deltaplano; è bellissimo perché ti da il senso della libertà, ma più di planare verso valle non gli si può chiedere.

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