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cuore digitale

Strategia di comunicazione e istituzioni

La difficoltà di trovare spazi di visibilità per le imprese del terzo settore che si occupano di progetti sociali per disabili possono essere superate e risolte da una attenta strategia di comunicazione e dall’appoggio, indispensabile, delle istituzioni. Il Premio Cuore Digitale è un esempio di applicazione di questo piano di comunicazione.

In Italia esistono molte imprese che si occupano di mercati di nicchia. Si tratta soprattutto delle realtà legate ai settori di alta tecnologia che, forti di della tradizione del nostro paese, riescono a produrre brevetti e innovazione sociale anche con pochissimi mezzi. In questo ambito operano quasi la totalità delle imprese che propongono progetti sociali per disabili e le start up di innovazione sociale che, pur lavorando con altissime specializzazioni, spesso su progetti unici al mondo, hanno difficoltà a trovare uno spazio nel quale presentare il proprio lavoro e ottenere finanziamenti. La possibilità di incontrare investitori riveste un ruolo determinante nella vita di queste aziende tecnologiche a vocazione sociale, ma le possibilità sono notevolmente ridotte dal fatto che si occupano di un mercato relativamente ristretto e che non è appetibile per i mass media.

L’associazione no profi Cuore Digitale si è posta quindi il problema di riuscire a portare allo scoperto queste realtà imprenditoriali creando un evento che potesse offrire l’occasione soprattutto di rintracciare gli investitori e gli imprenditori che volessero scommettere su progetti sociali di ultima generazione. Compito certo non facile in quanto, tale investitori, dovendo operare con finanziamenti per progetti sociali comunque alti e con un carico di rischio comunque elevato, in Italia non si trovano proprio dietro l’angolo. Ecco allora che la strategia di comunicazione di Cuore Digitale ha individuato nel canale istituzionale l’indispensabile cornice per far incontrare l’imprenditoria più illuminata e le start up a vocazione sociale, aziende spesso gestite da giovani (quando non giovanissimi) imprenditori e ingegneri poco abituati a inserirsi in contesti propositivi istituzionalizzati.

Ma la chiave di volta qui è stata proprio la possibilità di creare un evento di altissimo profilo istituzionale, quale appunto un Premio, da assegnare agli sviluppatori e maker tecnologici di progetti sociali per disabili, in modo tale da creare una vetrina ove ciascuno delle aziende partecipanti potesse presentare il proprio progetto. Dopo il lancio del bando di gara (durato circa tre settimane) le start up coinvolte alla fine saranno una ventina, tutte di altissimo profilo. C’è ad esempio Jobmeto, la prima piattaforma che si occupoa dell’inserimento lavorativo esclusivamente di persone disabili, o Brain Control, una start up che realizza un casco multisensoriale che consente ai malati di sclerosi laterale amiotrofica di comunicare il loro pensiero, e così via, con due decine di aziende che propongono progetti sociali per disabili di altissimo profilo tecnologico. L’obiettivo non è tanto quello di decretare il vincitore, ma dare spazio e visibilità istituzionale ad un settore, quello dell’innovazione sociale, che deve entrare in contatto con una platea di investitori e di venture capitalis che possono essere intercettate soltanto grazie alla comunicazione istituzionale che nel Premio Cuore Digitale è assicurata dalla presenza di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia.

Il Premio si terrà nella sala della protomoteca del Campidoglio, in Roma, l’11 settembre.

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