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La comunicazione sociale per il non profit sempre più studiata dai teorici e addetti ai lavori

comunicazione sociale per il non profit

La comunicazione sociale per il non profit è sempre più studiata dai teorici della comunicazione tout court per le sue capacità di racconto e di innovazione.  La capacità di affrontare temi molto complessi in un tempo pubblicitario, notoriamente stretto e immediato, ha impresso da sempre una forte ricerca sulle strategie di comunicazione da parte dei pionieri della comunicazione sociale. Tra questi, senza ombra di dubbio, si possono annoverare le pubblicità progresso che da più di cinque lustri sono comparse nel nostro paese.

Chi ha più di trent’anni certamente ricorderà lo slogan della pubblicità progresso indetta dalla Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS, il quale headline recitava “Aids, se lo conosci lo eviti”, con una formula che oggi può apparire quanto meno ingenua, se non addirittura controproducente alla causa, in quanto nel messaggio si concretizzavano, con effetto boomerang, parecchie problematiche su temi che oggi definiamo sotto la definizione dell’inclusione sociale delle categorie a rischio. Insomma proprio di quelle categorie che una pubblicità progresso dovrebbe tutelare.

 comunicazione sociale per il non profit

Ma di strada ne è stata fatta davvero tanta da quel 1989 in fatto di comunicazione sociale, ed oggi i prodotti delle campagne pubblicitarie del terzo settore sembrano davvero tener testa a quelle ideate e progettate dalle multinazionali, che possono contare, e pagare, i migliori studi pubblicitari. Non solo, ma spesso ormai il mondo del profit si appoggia proprio a tematiche ed a cause del no profit proprio per assicurarsi una “storia” da raccontare, una parvenza di verità da convertire in indici di gradimento.

Tutto questo, nella strategia di comunicazione per il terzo settore arriva in realtà dal basso, come del resto ogni innovazione del terzo settore, sia essa organizzativa, amministrativa o, appunto, comunicativa. E il basso è rappresentato proprio da piccole campagne realizzate con pochissime risorse economiche, e che quindi si sono sempre dovute porre il problema di puntare su altri canali comunicativi, altrettanto immediati ma meno spettacolari. Ed è questo il caso dello storytelling, dove una storia diviene il principale elemento di costruzione di una campagna pubblicitaria.

Proprio perché provenienti da piccole realtà, spesso dalle stesse associazioni di volontariato, è sempre stato difficile mettere insieme un archivio che potesse dare un quadro complessivo di un panorama così variegato e trasversale per tematiche, stili, strategie e tecnologie. Si tratta di un lavoro enorme che però qualcuno ha deciso di fare e nel tempo, è arrivato finalmente ad essere realizzato. Si tratta del primo archivio italiano di pubblicità sociali realizzato da Cesvot grazie al puntiglioso lavoro di alcune persone, da sempre attente allo studio della comunicazione sociale. Non è un caso, del resto, che questa realtà si sia realizzata in Toscana, da anni indicata come il centro degli studi e della riflessione sulla comunicazione sociale, occupandosi, sempre tramite il Centro Servizi Volontariato Toscano, a importanti iniziative che negli anni si sono imposte come punti di riferimento nazionali. È questo ad esempio il caso dei Raccorti Sociali, un premio destinato a contenuti video che vanta ormai una certa longevità. La collaborazione tra le associazioni Adee e Aiart e il supporto tecnico della digital agency Mediaus, hanno permesso di mettere insieme e rendere fruibile sul web al sito http://pluraliweb.cesvot.it oltre 2500 pubblicità con finalità sociale reperite in giro per il mondo negli ultimi 14 anni.

Si tratta di oltre 300 temi specifici , dai diritti alle donne, alla povertà, dai diritti umani alla raccolta fondi. Suddividere tutta questa mole di materiale in temi specifici permette una ricerca molto fluida e al contempo estremamente mirata da parte dei navigatori. Nell’archivio non sono presenti soltanto documenti audiovisivi, ma anche cartacei, contributi radiofonici, fotografici. Insomma una mole enorme di materiale che rappresenta in maniera appropriata il vasto campo della comunicazione sociale e delle strategie di comunicazione del terzo settore.

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