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Lasciti testamentari per associazioni no profit

Pur se restiamo ancora il fanalino di coda tra i paesi europei, il passaggio dal 9% (dato del 2012) al 14% dei lasciti testamentari fa segnare un incoraggiante incremento del 55% per le donazioni testamentarie a favore delle associazioni no profit nel nostro Paese.

In occasione della giornata internazionale dei lasciti testamentari, il Comitato Testamento Solidale ha reso pubblici i dati della ricerca condotta da Gfk sulla diffusione di lasciti testamentari a favore di associazioni no profit. La diffusione di questa pratica si pone come una reale possibilità per la raccolta fondi anche delle organizzazioni più piccole.

Buona parte di questo risultato è riconducibile alla campagna di sensibilizzazione per la raccolta fondi onlus che negli ultimi dieci anni hanno diffuso e promosso la conoscenza dei lasciti solidali.

La parte del leone spetta ancora alle grandi organizzazioni umanitarie, ma c’è anche una decisa crescita verso le realtà del no profit più piccole e locali (dal 24 al 32%).

Fece notizia, nella provincia di Cremona, il lascito della maestra elementare novantatreenne che ha destinato il suo patrimonio (600 mila euro in denaro e un’immobile di mezzo milione) per sostenere quattro associazioni del suo paese. Ma casi come questo non sono isolati e sembrano accadere con sempre maggiore frequenza.

Statisticamente due lasciti testamentari su tre sono stati fatti redigere da donne, ma è soprattutto la percezione del lascito che è mutata. La possibilità di inserire nel proprio testamento un lascito per un’associazione no profit non è più esclusiva delle persone più facoltose ma si allarga anche per gli appartenenti al ceto medio.

L’uscita dalla condizione di “nicchia” quindi segna un passaggio determinante per la progressiva diffusione dei lasciti aprendo nuove prospettive per la raccolta fondi onlus, da sempre poco orientata verso questo tipo di ricerca.

Il 46% dei lasciti inferiori ai 20 mila euro rappresentano proprio la volontà da parte di una larga fetta della popolazione di voler trasferire una parte dei propri beni volti ai finanziamenti per progetti sociali umanitari, con la possibilità, da parte delle organizzazioni no profit di intercettare con più convinzione questo tipo di sovvenzioni.

Il motivo di un generale aumento dei lasciti solidali a favore dei progetti sociali provengono anche da fattori sociali come la diminuzione di coppie con prole; tra le coppie senza figli la percentuale di lasciti sale infatti al 25%.

Le associazioni no profit devono dunque cominciare a considerare i lasciti testamentari nei propri programmi di raccolta fondi onlus con un peso molto più concreto. Costruire strategie di sensibilizzazione mirate potrebbe rappresentare un’importante contromossa al calo delle donazioni che si è registrato negli ultimi due anni (dal 37 al 33%).

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