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Vorreiprendereiltreno: strategia di comunicazione 3.0

Un’intelligente strategia di comunicazione sta dando nuova voce, e visibilità, al tema delle barriere architettoniche. Dietro tutto questo, una onlus. E tutto comincia con un post.

La sua carta vincente è l’ironia. Ma da sola, certo, non basta. Per catturare l’attenzione, tra social e web, oggi la sola ironia non basta più. Deve diventare altro, più complessa, pur mantenendo la sua immediatezza, la sua leggerezza. Insomma deve farsi strategia. È su questo piano di comunicazione che la Onlus vorreiprendereiltreno sta costruendo il suo meraviglioso viaggio.

All’origine di tutto questo c’è una persona, Iacopo Melli, ed un post; sono single per colpa degli autobus. Eccola qui, piena e integra tutta l’ironia di un creativo a tutto tondo che decide di affrontare il problema delle barriere architettoniche, e sociali, con una strategia di comunicazione sempre più spesso bistrattata nel panorama dei social, l’ironia appunto, utilizzata soltanto per amenità e sciocchezze varie. E invece no. Utilizzata con sapienza e con cognizione, l’ironia sulla propria condizione di disabile può diventare un piano di comunicazione sul quale sparigliare tutte le carte della comunicazione. Uscire dal proprio targhet, dove spesso si ritrovano bloccate le campagne di questo tipo, e utilizzare strumenti abitualmente non riconosciuti (e questo la dice lunga sul livello di “sofisticazione” della comunicazione al tempo del web 2.0) ad un determinato ambito, quale appunto quello dei progetti sociali per disabili. 

Ma quello che colpisce ancor di più nella comunicazione di Melli, è ancora qualcos’altro, qualcosa che davvero svirgola a tutte le logiche di marketing. Ed è la sua immediatezza.

Considerando questo aspetto allora la dialettica della campagna “vorreiprendereiltreno” non sembrerebbe essere impostata su quello che potrebbe definirsi come un piano di comunicazione, ma sulla capacità di lettura delle reti semantiche che vengono a costituirsi intrecciando diversi canali di comunicazione, quelli istituzionali e quelli popolari. Proprio questo è il punto di forza della campagna che ha saputo, sin dal principio, sposare la rete sociale dell’associazionismo con i canali della politica, il tutto poi facendolo amplificare da una strategia di comunicazione che utilizza il web come struttura portante del messaggio, un po’ come accade per i blogger di cultura anglosassone.

Il video lanciato appena 24 ore fa ha ( #cantoanchio, un omaggio a Enzo Iannacci) raccolto immediatamente una montagna di visualizzazioni (ma questo è normale) ma è anche finito immediatamente sui canali ufficiali dell’informazione (stampa e Tv) che in genere si occupano di tali episodi soltanto quando sono già divenuti “virali” su web. Qui no, qui tutta l’orchestra si muove all’unisono contribuendo così ad aumentare ancora di più la natura “immediata” del messaggio di Melli. Trasformare i mass media (che veicolano messaggi “mediati”) in trasmettitori di “immediatezza”; è questa la potenzialità della comunicazione, capace di renderla trasmissione e di infondere così l’immedesimazione, ingrediente necessario per qualsiasi campagna di sensibilizzazione e per poter dare sempre maggior spazio a temi abitualmente esclusi dai dibattiti sociali.

 

 

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