Main

Riforma del terzo settore: diffuso il disegno di legge

terzo settore riforma

di Diana Errico

Diffuso il Disegno di Legge per il terzo settore: in programma revisione delle leggi su volontariato e promozione sociale, servizio civile universale, semplificazione del 5 per mille.

E’stato pubblicato sul sito della Camera dei Deputati il testo del Disegno di Legge di riforma del Terzo Settore, frutto della concertazione avvenuta tra la presidenza del Consiglio dei Ministri e le realtà del Terzo Settore e della società civile chiamate all’appello negli scorsi mesi.

“Obiettivo del Governo” recita espressamente la nota pubblicata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali contestualmente al testo della Legge Delega “è la costruzione di un sistema che favorisca la partecipazione attiva e responsabile delle persone, per valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione dell’economia sociale e delle attività svolte nell’ambito del Terzo settore”.

Diverse sono le novità introdotte dal Disegno di legge, che si pronuncia essenzialmente su:

  • riordino e revisione organica della disciplina degli enti privati del Terzo Settore, e delle attività che promuovono attività solidaristiche e di interesse generale, in attivazione del principio di sussidiarietà;
  • armonizzazione delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e promozione sociale, e valorizzazione delle attività di solidarietà sociale;
  • riordino e revisione dell’attuale disciplina in materia di impresa sociale
  • riordino e revisione dell’attuale disciplina in materia di servizio civile nazionale
  • disciplina delle misure agevolative e di sostegno economico in favore degli enti del Terzo settore e al riordino e all’armonizzazione anche della relativa disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità di vantaggio.

Verifichiamo quali sono, nello specifico, le proposte presentate:

Riordino e revisione organica della disciplina degli enti privati del Terzo Settore (art. 2)

La “stella polare” perseguita  dal Governo è la valorizzazione delle imprese sociali liberamente costituite, e le misure previste tendono a garantire il più ampio esercizio del diritto di associazione: tra queste, possiamo individuare la mappatura delle attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti del Terzo settore, un accesso agevolato per il riconoscimento della personalità giuridica, la definizione di criteri e vincoli di strumentalità dell’attività d’impresa nonché di una disciplina degli organi di controllo interno. Si prevede, inoltre, l’istituzione di un Registro Unico del Terzo Settore , ed azioni volte a valorizzare il ruolo degli enti del Terzo Settore nella programmazione dei servizi socio – assistenziali territoriali.

Armonizzazione delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e promozione sociale, e valorizzazione delle attività di solidarietà sociale (art. 3)

Si prevede una sostanziale revisione delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e promozione sociale, la promozione del volontariato tra i giovani, nonché la revisione e promozione del sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato. Sarà inoltre razionalizzato il sistema degli Osservatori Nazionali per il volontariato e per l’associazionismo di promozione sociale.

Riordino e revisione dell’attuale disciplina in materia di impresa sociale (art. 4)

Sii prevedono azioni di qualificazione dell’impresa  sociale quale impresa privata con finalità di interesse generale: tra le opzioni proposte, vediamo l’assunzione, per cooperative sociali e loro consorzi, dello status di Impresa Sociale “di diritto”, l’ampliamento dei settori di attività di utilità sociale, e l”aggiornamento” delle categorie di lavoratori svantaggiato, tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale.

Si ipotizza la possibilità, infine, la possibilità per le imprese private e per le amministrazioni pubbliche di assumere cariche sociali negli organi di amministrazione delle imprese sociali, salvo il divieto di assumerne la direzione e il controllo.

Riordino e alla revisione dell’attuale disciplina in materia di servizio civile nazionale (art. 5)

Il Governo propone l’istituzione del Servizio Civile Universale, la durata del quale non sarà più tassativamente annuale, ma  sarà modulata in base alle esigenze di studio e di lavoro del giovane (anche perché non è attualmente possibile sapere quanto costerà una manovra del genere n.d.r.). Si ipotizza, inoltre, il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite durante il Servizio Civile, affinché possano essere sfruttate nel percorso di studio e di lavoro del giovane.

Disciplina delle misure agevolative e di sostegno economico in favore degli enti del Terzo settore e al riordino e all’armonizzazione anche della relativa disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità di vantaggio (art. 6)

Si prevedono misure agevolative e di sostegno economico in favore degli Enti del Terzo Settore: in particolare, si prevede una riforma strutturale dell’istituto della destinazione del 5 per mille, con una razionalizzazione dei soggetti beneficiari.

Per quanto concerne le Imprese Sociali, si prevede inoltre:

  • La possibilità di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali telematici;
  • L’applicazione di misure agevolative volte a favorire gli investimenti di capitale;
  • L’Istituzione di un fondo rotativo destinato a finanziare a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali

In generale, infine, si richiama tutti gli enti del Terzo settore a criteri di maggiore trasparenza amministrativa.

Tempi e risorse

Il Governo è delegato ad adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di tale legge, uno o più decreti legislativi recanti il riordino e la revisione organica della disciplina degli enti provati del Terzo Settore e delle attività che promuovono e realizzano finalità solidaristiche e d’interesse generale.

In generale, dall’attuazione delle suddette deleghe, non devono derivare nuovi o maggiori oneri  per la finanza pubblica: esclusivamente per le azioni previste per l’articolo 6, è stata autorizzata la spesa di cinquanta milioni di euro. Per le azioni relative alla stabilizzazione del 5 per mille ed all’istituzione di un fondo rotativo per le imprese sociali, saranno individuate nuove risorse nell’ambito della Legge di stabilità 2015.

Per leggere il testo integrale del decreto:

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0024380.pdf

, , , ,

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

Impresa Tre offre una newsletter gratuita su:

  • Strategia e comunicazione per le Imprese Sociali
  • Marketing e Visibilità per il terzo settore
  • Consulenza fiscale, organizzativa e legale