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Impresa sociale come imprenditoria di Economia Civile

Si terranno da domani le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, un importante momento di riflessione su impresa sociale e imprenditoria per rinnovare i paradigmi di sviluppo del terzo settore.

Quella che prenderà avvio domani e dopodomani (14 e 15 ottobre) sarà la XVI edizione delle GdB, il consueto appuntamento nel quale economisti, ricercatori, istituzioni e Professori Accademici si riunisce sulla collina di Bertinoro per riflettere e conversare sui temi dell’Economia Civile.

Si tratta di una community che si crea intorno al concetto di impresa sociale in relazione all’imprenditoria come punta avanzata nello sviluppo di nuove economie globali di innovazione sociale. Il tema di quest’anno è incentrato sui processi della Terza rivoluzione industriale, quella globale, in rapporto allo spazio.

Da spazi a luoghi rappresenta esplicitamente la base di partenza di una due giorni all’insegna di associazioni di volontariato e cooperative sociali che saranno chiamate a riflettere sulla connessione imprescindibile tra sviluppo economico e sviluppo locale.
Nell’economia globale la riuscita o meno dell’attuazione di un’imprenditoria è direttamente connessa allo sviluppo del suo territorio, senza il quale l’economia non riesce a veicolare nel mercato globale le quintessenze “eccezionali” della propria provenienza.
Senza sviluppo del territorio, dunque, e con una produzione fine a se stessa, il mercato globale risponde con la reiterazione delle economie di delocalizzazione il che porta inesorabilmente al fallimento dell’esperienza imprenditoriale.

L’impresa sociale si pone in questo scenario come dotate di una struttura più consona a sposare sviluppo economico e sviluppo civile con un’innata propensione all’innovazione sociale che spesso si traduce in un diretto intervento sul territorio.
È da queste premesse che nasce il concetto di ecologia dello sviluppo, nel quale le associazioni no profit costituiscono un imprescindibile raccordo di sistema.
In questa visione ampliata il ruolo dell’uomo appare nuovamente centrale nei sistemi di produzione in quanto biologicamente radicato sul territorio (habitat) e quindi in grado di fondare e proteggere l’Economia Civile in un circolo virtuoso tra impresa sociale, imprenditoria e mercato.

Se, come teorizza l’economista Stefano Zamagli, il destino delle imprese è legato a quello del loro territorio, appare chiaro che l’economia dovrà rispondere innanzitutto a logiche di inclusione e di sviluppo sociale e da queste, poi, ridiscendere sul piano del mercato.

L’innovazione sociale diviene allora una condizione sovra-strutturale dell’intero processo di produzione, e in questo innesto tra profitto e sviluppo le associazioni no profit dimostrano di avere già un’ossatura adeguata per affrontare l’economia del futuro.

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