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il tempo delle associazioni no profit

Il Tempo delle associazioni no profit

Come dimostrano i dati dell’Istituto Italiano del Dono (IiD), nel primo semestre del 2015 un terzo delle associazioni no profit ha registrato un calo delle donazioni e dunque, delle entrate. Un trend, questo,  che potrebbe proseguire anche nel secondo semestre. Ma la ricchezza di un’associazione sta soprattutto in un altro inestimabile valore. Il tempo.

Prendo forma per lo più da gruppi di persone che decidono di costituirsi in associazioni no profit per dare una mano al proprio quartiere, al proprio rione, mettendo a disposizione quello che più abbonda; il tempo. La novità che ci sta registrando via via nel nostro paese è però anche il sostegno da parte delle istituzioni in progetti sociali che pongono il tempo al centro della loro mission, sostegno che per adesso è perlopiù sotto forma di patrocinato, ma che potrebbe presto diventare anche più partecipativo. Il tempo è infatti il valore sociale principale in un epoca che impone, dai ritmi della produzione a quelli della istruzione, sempre più parzializzato, frammentato e soprattutto veloce. Si va sempre di corsa, si dice, in un’espressione che non è poi tanto lontana dalla realtà delle cose. A farne le spese, quindi, sono tutti i “tempi morti”, ovvero quelli più importanti per la formazione di una società, sia essa allargata o ristretta, come quella familiare.

Parallelamente a questa accelerazione però, lo stato sociale ha imposto in questi ultimi anni anche un fenomeno opposto, ovvero l’abbondanza di tempo. La crisi economica, i licenziamenti, l’innalzamento dell’aspettativa di vita sono tutti elementi che rigettano nella società enormi quantità di ricchezza quale è, appunto, il tempo. Il punto resta allora quello di organizzare tutte queste risorse, creare associazionismo e ridistribuirlo alla società in maniera che possa trasformarsi in risorsa sociale. Il tempo risulta infatti sempre di più come uno degli aspetti principali per valutare la qualità della vita all’interno di una società, esattamente come l’assistenza sanitaria, i servizi e le infrastrutture. In molti lo hanno capito e si stanno organizzando.

A Bra è nata da circa un mese una di queste iniziative, con il patrocinio del Comune, per mettere a disposizione della società il tempo, restituendolo a quelle realtà che sono “sempre di corsa”. La “Cercatempo” fa parte dunque di quelle associazioni no profit che intendono concentrare i loro obbiettivi su una ricchezza che non è costituita dalla messa in cantiere di progetti sociali da finanziare con investimenti economici, ma che fa del proprio tempo la risorsa economica più importante della propria organizzazione no profit, operando su sei aree di intervento come il servizio alle famiglie dove, tra le altre cose, si pratica un’operazione semplicissima ma che nell’economia temporale di  una famiglia è spesso un disastro; il trasporto sicuro per il tragitto scuola-associazione o un servizio “taxi” per accompagnare i minori presso le attività sportive pomeridiane. Si tratta dunque di un’impresa sociale nella quale non sono richieste particolari professionalità e questo costituisce uno dei vantaggi; ciascuno può offrire facilmente il proprio contributo, la propria ricchezza; il proprio tempo.

Progetti sociali come questi potrebbero avere entro breve un forte incremento riuscendo forse lì dove altre esperienze analoghe ma più complesse, come le “Banche del Tempo” hanno fallito. Il costituirsi in associazioni culturali da parte di persone che possono offrire del tempo alla società sembra poter tradurre meglio rispetto ad un istituto di credito temporale la valuta tempo/denaro, potendo forse ipotizzare anche la possibilità di avviare vere e proprie cooperative sociali dove il tempo viene posto come valore di una cooperativa di servizi alla persona. Forse è ancora prematuro prevedere uno strumento legislativo che possa davvero “monetizzare” il tempo come un elemento economico tout court, ma i patrocini e le partecipazioni di Comuni e Province in queste associazioni no profit fanno comunque ben sperare per il futuro.

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