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La raccolta fondi del corporate fundraising – II

Come si incontra un’azienda? Cosa deve proporre la vostra organizzazione no profit ad un direttivo aziendale? Quali sono i principali passi da compiere nella raccolta fondi per intraprendere un corporate fundraising?

La raccolta fondi rivolta alle aziende richiede un atteggiamento e una professionalità molto diversa da quelle che sono messe in campo, giorno per giorno, dalle persone di un’organizzazione no profit. Il fundraising, anche quando è fatto per le imprese del no profit, è già un ambito finanziario e dunque risponde a principi generalmente economici. Un progetto sociale si pone come un obiettivo da raggiungere, delineato e preciso, mentre nella raccolta fondi l’obiettivo non può essere circoscritto al solo reperimento contabile, ma deve essere visto in maniera più ampia, appunto, come raccolta fondi, lì dove per fondi si deve necessariamente comprendere che si tratta di tutte le componenti che “fondano” l’operare della propria associazione o della propria cooperativa sociale.

In questo senso va inteso oggi il corporate fundraising, rivolto non più soltanto ad un rapporto di partnership con una azienda, ma dove le persone fisiche della stessa costituiscono l’indispensabile valore aggiunto che si intende coinvolgere nella propria organizzazione. Elevare il fattore umano, e non appiattirsi su quello finanziario. Tutto questo si traduce in una diversa impostazione del corporate fundraising che non costruisce più la relazione con l’azienda, come ufficio distaccato, ma come un individuo che è in relazione con la organizzazione no profit. In questo modo è possibile considerare l’intero complesso delle risorse aziendali, i dipendenti, come il target sul quale si concentra un determinato progetto sociale o una determinata campagna di raccolta fondi. Anche l’azienda è un organismo complesso, con influenze di prossimità e di periferia, e la raccolta fondi deve innanzitutto cercare di costruire un rapporto di interscambio su tutti questi attori. Gli esempi più semplici sono costituiti dalla rete dei venditori e dei clienti che devono essere contemplati all’interno di una valutazione di corporate fundraising. Quello che finanziariamente potrebbe essere un accordo da poco, potrebbe invece rappresentare un investimento importante per l’organizzazione proprio per la possibilità di raggiungere una buona quantità di risorse.

Resta da comprendere a fondo come identificare il target, ovvero l’azienda con la quale si vuole avviare una interlocuzione. Ovviamente tutto deve cominciare dalla consapevolezza e dalla precisa mission dell’organizzazione, insomma si tratta di individuare quella proposta che fa della vostra associazione no profit qualcosa di necessario, e unico, all’interno del terzo settore. Sulla base di questa considerazione, che potrebbe anche riguardare soltanto un intervento geografico (“la nostra associazione è indispensabile perché è l’unica che fa progetti sociali in una determinato territorio”) si potrà individuare il target a cui si deve far riferimento (nel caso sopra citato allora ci si rivolgerà innanzitutto ad una azienda che opera in quel territorio, o che ha molti dipendenti che abitano un determinato quartiere).

Una volta individuati questi aspetti si potrà partire ad avviare un incontro conoscitivo, facendo sempre attenzione a tutte quelle regole indispensabili per poter esporre in breve tempo, ma convincentemente, il proprio progetto sociale, ripercorrendo le regole generali di ogni raccolta fondi, quindi preparare un buon elevator pitch, presentare diversi ppt (ovvero presentare diverse tipologie di progetti, uno piccolo, uno medio ed uno grande), attenersi rigorosamente ai tempi stabiliti (centrare gli appuntamenti, compresi quelli telefonici è fondamentale) e cercare di non sbagliare troppo i passaggi più semplici. In rete si trovano decine di vademecum del genere ma la realtà è che non esiste una “ricetta segreta”, e molto, se non tutto, dipenderà dal vostro modo di presentare la vostra associazione all’azienda, e dalle vostre idee. Non è cosa semplice il corporate fundraising, ma i progetti davvero validi, che sappiano coniugare responsabilità e impatto sociale difficilmente escono da un incontro con un nulla di fatto. Avete di fronte persone abituate a scommettere su nuovi mercati, su nuove scommesse. Dovrete soltanto dimostrare di portare nella vostra cartella la scommessa più ardita; quella di chi vuol far impresa nel terzo settore.

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