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L’innovazione sociale da solo buoni frutti

Fattoria sociale Capovolti

Il premio come Best practices al progetto sociale della fattoria Capovolti è un riconoscimento importante perché dimostra l’attenzione del mondo dell’imprenditoria verso un impresa sociale che ha saputo fare dell’innovazione il centro del rispetto e della tutela del proprio territorio.

Partita un anno fa, la Fattoria sociale Capovolti dimostra già di esser una realtà assolutamente realizzata nell’innovazione sociale tra le cooperative sociali di assistenza sanitaria integrativa e nei servizi alla persona. Il punto della situazione, ad un anno dalla partenza di questo ambizioso progetto.

Il premio come Best practices assegnato dalla Confindustria di Salerno cade proprio nel momento di spegnere la prima candelina dall’avvio del progetto sociale della fattoria Capovolti. Un riconoscimento importante perché dimostra l’attenzione del mondo dell’imprenditoria verso un impresa sociale che ha saputo fare dell’innovazione il centro del rispetto e della tutela del proprio territorio, valorizzandolo e producendo così una rinnovata domanda verso i prodotti autoctoni. Negli oltre 80.000 mq di terreno della fattoria sociale infatti vengono coltivate le colture del territorio, di stagione, sino a un ampio orto dedicato alle erbe mediche e officinali, riscoperte dalla antica tradizione autoctona,  destinate alla cosmesi ed alla cucina.

La principale attività è indubbiamente quella legata alla lavorazione di un’impresa agricola, con i suoi 1500 olivi dai quali partirà, a breve, la produzione di olio d’oliva biologico, ma Capovolti è anche una realtà imprenditoriale in forte espansione, con un piano di comunicazione che intende lanciare la propria proposta innovativa di assistenza sanitaria. Il progetto sociale avviato grazie al Bando della Fondazione Con il Sud,intende proprio incrociare diverse tipologie di imprenditoria sociale, quella agricola, quella sanitaria e quella di servizi alla persona. La produzione e la trasformazione di prodotti biologici infatti svolge una doppia funzione con l’inserimento lavorativo di persone con disabilità mentale, e con la possibilità di fare da grimaldello per “entrare” in contatto con una società che altrimenti si presenterebbe completamente disgregata e frammentata.

Insomma si tratta proprio di un disegno spiccatamente imprenditoriale, che coinvolge diverse realtà del terzo settore con una rete di partenariato nel quale coesistono associazioni di volontariato e enti e istituzioni.  Il centro Diurno e la Fattoria Didattica per gli studenti delle scuole del salernitano, sono soltanto le ultime novità di un progetto che continua a bollire in pentola, come evidenziano le parole del Direttore Francesco Napoli in occasione di bilanci di fine anno:  “Questo percorso è solo all’inizio, perché fare impresa non consente soste e perché questo è un territorio dove abbiamo bisogno di futuro e di speranza, ben oltre la demolizione dei servizi sociali, dei servizi sanitari territoriali, delle opportunità lavorative per giovani e per le persone più fragili”.

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